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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28303/2023 del 03/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava la revoca della sospensione condizionale della pena (6 mesi di reclusione e 51 euro di multa) disposta dalla Corte d'appello di Salerno, deducendo violazione di legge perché il decorso di oltre cinque anni tra la definitività della sentenza che aveva concesso la sospensione (passata in giudicato il 05/04/2017) e la definitività della successiva condanna (divenuta irrevocabile il 10/06/2022) precludeva la revoca: la sanzione sospesa doveva ritenersi ormai estrinsecata/estin­ta e non revocabile

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che il giudice dell'esecuzione non avesse correttamente verificato il quinquennio computandolo sulle date di irrevocabilità delle due sentenze. La Corte ha rilevato che il termine di cinque anni deve essere calcolato tra le date di passaggio in giudicato dei provvedimenti; nel caso concreto le date di irrevocabilità risultano distanziate di 5 anni, 2 mesi e 5 giorni, quindi oltre il quinquennio. Perciò la revoca era disposta in assenza delle condizioni di legge e l'ordinanza è stata annullata senza rinvio

Norme richiamate

  • art. 168, primo comma, n. 2), cod. pen.

    Prevede la revoca della sospensione condizionale quando il soggetto riporta, entro il quinquennio dalla definitività della condanna a pena sospesa, altra condanna per delitto anteriormente commesso la cui pena, cumulata alla precedente sospesa, supera i limiti dell'art. 163. La Corte ha applicato la norma richiedendo che il quinquennio sia calcolato tra le date di irrevocabilità delle sentenze

  • art. 163, cod. pen.

    Fissa i limiti di pena rilevanti ai fini della sospensione e del relativo cumulo; la revoca è prevista se il cumulo delle pene supera i limiti indicati da questa norma

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 1, n. 35563 del 10/11/2020, Salamina, Rv. 280056 - 01)

    Principio consolidato: l'anteriorità del reato successivamente giudicato va determinata con riferimento alla data in cui diviene irrevocabile la sentenza che concede il beneficio (passaggio in giudicato), e non alla data di commissione del reato

Massime di principio

  • Per il calcolo del quinquennio rilevante ai fini della revoca della sospensione condizionale si devono considerare le date di irrevocabilità (passaggio in giudicato) delle sentenze, non le date di commissione dei reati
  • Se l'intervallo tra la definitività della prima sentenza che ha concesso la sospensione e la definitività della successiva condanna supera i cinque anni, non sussistono i presupposti per la revoca ai sensi dell'art. 168, primo comma, n. 2)
  • Il giudice dell'esecuzione ha l'obbligo di verificare e motivare le date di passaggio in giudicato dei provvedimenti rilevanti; omissioni in questo controllo possono determinare l'annullamento dell'atto impugnato
  • La Corte di Cassazione può annullare senza rinvio le ordinanze di revoca disposte in palese assenza delle condizioni di legge
  • Occorre prestare attenzione al profilo materiale e al profilo temporale della 'anteriorità' del reato: anche reati commessi anteriormente ma giudicati con sentenza divenuta irrevocabile dopo il quinquennio rispetto alla prima condanna non autorizzano la revoca

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