Cassazione Penale, Sentenza n. 21955/2024 del 31/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente ha lamentato la violazione del principio di cooperazione tra Stati membri dell'UE in materia di estradizione, per omessa comunicazione della pendenza della richiesta di estradizione allo Stato di cui è cittadino (Francia). Secondo la difesa, l'assenza di informazione ha impedito alla Francia di valutare e, se del caso, chiedere la consegna tramite mandato d'arresto europeo o esercitare l'azione penale in alternativa, siccome la normativa francese vieta l'estradizione dei suoi cittadini. Il ricorso verteva quindi sulla portata del dovere informativo derivante dalla giurisprudenza della Corte di giustizia (in particolare la sentenza Petruhhin) e sulla sua applicabilità quando la causa ostativa è prevista nello Stato di cittadinanza e non nello Stato richiesto.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso e ha annullato con rinvio la sentenza della Corte di appello di Roma. Ha affermato che lo Stato membro in cui si trova l'estradando è obbligato a informare lo Stato membro di cui l'interessato è cittadino circa la pendenza della richiesta di estradizione avanzata da uno Stato terzo, anche quando lo Stato richiesto non prevede un divieto di estradizione per i propri cittadini. La Corte ha richiamato la giurisprudenza della CGUE (Petruhhin, Pisciotti, Generalstaatsanwaltschaft Berlin) precisando che l'informazione deve contenere tutti gli elementi della domanda di estradizione e che va concesso allo Stato di cittadinanza un termine congruo per adottare, se possibile, un mandato d'arresto europeo; decorso il termine ragionevole senza iniziativa dello Stato di cittadinanza, lo Stato richiesto potrà procedere all'estradizione. La Corte ha inoltre sottolineato la prevalenza degli obblighi derivanti dai principi UE (libera circolazione, divieto di discriminazione) sulle clausole estradizionali bilaterali che non escludono espressamente tale obbligo informativo. Ha quindi rinviato alla Corte di appello perchè informi la Francia e fissi un termine congruo prima di decidere nuovamente sull'estradizione.
Norme richiamate
Trattato di estradizione Italia - Stati Uniti (13/10/1983)
Art. 4 prevede che l'estradizione non può essere rifiutata solo perché la persona è cittadina della Parte richiesta; art. 7 consente il rifiuto se la persona è già sottoposta a procedimento nello Stato richiesto. La Corte ha rilevato che tali disposizioni non escludono gli obblighi informativi imposti dal diritto UE.
Legge di ratifica del Trattato Italia-USA
legge n.222 del 26/05/1984
Ratifica del trattato bilaterale richiamato; la Corte ha osservato che l'accordo bilaterale non deroga agli obblighi derivanti dal diritto UE.
Accordo estradizionale Unione Europea - Stati Uniti
Accordo del 25/06/2003; ratificato dall'Italia con legge 16/03/2009, n.25
L'accordo integrativo non contiene eccezioni basate sulla cittadinanza comunitaria; non impedisce l'applicazione degli obblighi informativi previsti dalla giurisprudenza UE.
Codice di procedura penale (Francia)
Prevede il divieto di concedere l'estradizione di una persona che ha la cittadinanza francese. La presenza di tale garanzia nello Stato di cittadinanza è la ragione per cui lo Stato di cittadinanza va informato, affinché possa adottare misure alternative (es. mandato d'arresto europeo).
Trattato di estradizione Francia - Stati Uniti
Prevede che lo Stato richiesto non è tenuto a concedere l'estradizione di un suo cittadino e disciplina l'eventuale prosecuzione nel proprio ordinamento; dimostra la differenza normativa tra Stati membri e la necessità di cooperazione.
Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE)
Art. 18 (divieto di discriminazione) e art. 21 (libera circolazione dei cittadini UE) sono stati invocati per prefigurare l'obbligo informativo e la tutela delle prerogative connesse alla cittadinanza UE, in particolare la libertà di circolazione.
Trattato sull'Unione Europea (TUE)
Richiamato per il principio che l'Unione offre uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia; supporta l'idea che gli obblighi interni di estradizione devono rispettare i diritti e le prerogative dei cittadini UE.
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea (CDFUE)
Richiamata in riferimento al divieto di discriminazione e alla protezione dei diritti legati alla cittadinanza UE.
Decisione quadro relativa al mandato d'arresto europeo
Decisione quadro 2002/584/GAI e modifica 2009/299/GAI
Strumentazione giuridica che consente allo Stato di cittadinanza di richiedere la consegna mediante mandato d'arresto europeo; la comunicazione deve consentire l'esercizio di tale strumento.
Giurisprudenza CGUE - Petruhhin
C-182/15 (sentenza 6/9/2016)
Affermata l'obbligatorietà per lo Stato membro richiesto di informare lo Stato di cittadinanza dell'estradando quando la richiesta proviene da uno Stato terzo, per permettere allo Stato di cittadinanza di chiedere la consegna tramite mandato d'arresto europeo.
Giurisprudenza CGUE - Pisciotti
C-191/16 (sentenza 10/4/2018)
Conferma il meccanismo di cooperazione: lo Stato membro destinatario deve porre lo Stato di cittadinanza in condizione di chiedere la consegna con mandato d'arresto europeo; non obbliga però lo Stato richiesto a estendere il divieto di estradare i propri cittadini agli altri cittadini UE.
Giurisprudenza CGUE - Generalstaatsanwaltschaft Berlin
C-398/19 (sentenza 17/12/2020)
Precisa che la comunicazione deve contenere tutti gli elementi della domanda, che va concesso uno 'termine ragionevole' per l'adozione del mandato d'arresto europeo e che, se lo Stato di cittadinanza non agisce entro quel termine, lo Stato richiesto può procedere all'estradizione.
Giurisprudenza CGUE - S.M.
C-237/21 (sentenza 22/12/2022)
Ulteriore applicazione dei principi di cooperazione e informazione tra Stati membri nelle ipotesi di estradizione esecutiva; coerente con l'obbligo informativo delineato dalla Corte.
Massime di principio
- Quando un cittadino UE presente in uno Stato membro è oggetto di una richiesta di estradizione da parte di uno Stato terzo, lo Stato membro in cui si trova l'interessato deve informare lo Stato membro di cui è cittadino, anche se lo Stato richiesto non prevede un divieto di estradizione per i propri cittadini.
- L'informazione deve includere tutti gli elementi fattuali e giuridici contenuti nella domanda di estradizione e concedere allo Stato di cittadinanza un termine ragionevole per emettere un mandato d'arresto europeo o intraprendere altre iniziative processuali.
- Se lo Stato di cittadinanza non adotta alcuna decisione entro il termine ragionevole, lo Stato richiesto non è obbligato a rifiutare l'estradizione e può procedere, per evitare forme surrettizie di impunità.
- I trattati bilaterali di estradizione non possono essere interpretati in modo da elidere gli obblighi derivanti dal diritto dell'Unione (libera circolazione, divieto di discriminazione, principio di cooperazione tra Stati membri).
- In pratica, le autorità nazionali devono inserire nella procedura estradizionale un passaggio formale di comunicazione verso lo Stato di cittadinanza dell'estradando ogni qualvolta ciò sia necessario per tutelare le prerogative connesse alla cittadinanza UE.
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