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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23235/2022 del 14/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso contestava la determinazione della competenza territoriale: la difesa sosteneva che il luogo di consumazione del reato più grave (ricettazione dell'autocarro) fosse indeterminato e che, per effetto, la competenza dovesse essere attribuita al Tribunale di Napoli (luogo di residenza dell'imputato). Si lamentava che sia il Tribunale sia la Corte d'appello avessero erroneamente fatto riferimento al luogo di accertamento/denuncia o ad altri criteri non conformi agli artt. 8, 9 e 16 c.p.p.

La decisione

La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché fondato su motivo manifestamente infondato. Ha ritenuto corretta la soluzione della Corte d'appello che, trovando indeterminabile il locus commissi delicti della ricettazione, ha individuato la competenza territoriale facendo riferimento al luogo di consumazione, in via graduale, del reato successivamente più grave, conforme alla giurisprudenza di legittimità. Conseguenze pratiche già intervenute in grado di merito: la Corte d'Appello aveva dichiarato l'estinzione per prescrizione del capo 1), rideterminando la pena per gli altri reati in anni 2, mesi 3 di reclusione e Euro 6.000 di multa (in primo grado era stata inflitta complessivamente la pena di anni 3 e Euro 7.000 di multa). Per il ricorso cassazionale è stata inoltre disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 3.000 a favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 259 D. Lgs. 152/2006

    Norma sostanziale contestata (traffico illecito di rifiuti); la sentenza riporta che l'imputato era stato chiamato a rispondere di tale reato ma la decisione di merito ha riguardato soprattutto la competenza e la prescrizione.

  • art. 483 cod. pen.

    Falso ideologico contestato come fatto connesso; incluso nell'esame complessivo dei reati collegati per la determinazione della competenza.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la liquidazione della somma dovuta alla Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Usato dalla Corte d'Appello per ritenere che, quando il luogo di consumazione del reato connesso più grave è indeterminabile, la competenza per territorio si individua facendo riferimento al luogo del reato successivamente più grave in linea gradata.

  • artt. 8 e 9 cod. proc. pen.

    Richiamati come criteri ordinari per l'individuazione del locus commissi delicti; la Corte ha applicato i criteri suppletivi previsti dagli artt. 9 (commi secondi e terzi) ove necessario.

  • art. 12 cod. proc. pen.

    Riferimento alla connessione oggettiva tra reati (connessione tra i vari capi) che giustifica la determinazione unitaria della competenza territoriale.

Massime di principio

  • Se il luogo di consumazione del reato più grave fra quelli connessi è indeterminabile, la competenza territoriale può essere determinata facendo riferimento al luogo di consumazione del reato successivamente più grave in linea gradata (art. 16 c.p.p.), conformemente alla giurisprudenza della Cassazione.
  • La questione di incompetenza territoriale va tempestivamente sollevata e motivata, ma se i fatti dimostrano l'indeterminatezza del locus commissi delicti la soluzione della Corte che applica il criterio graduale è generalmente confermata.
  • In casi di reati connessi, occorre verificare la connessione oggettiva (art. 12 c.p.p.) e applicare i criteri di individuazione del reato più grave secondo gli artt. 8 e 9 c.p.p.; solo se tutti i luoghi sono indeterminabili si procede con i criteri suppletivi.
  • La Cassazione può dichiarare il ricorso inammissibile se il motivo è manifestamente infondato; ciò comporta condanne alle spese e addebiti (anche somme a favore della Cassa delle Ammende) a norma dell'art. 616 c.p.p.
  • Le questioni procedurali (competenza territoriale, prescrizione) possono modificare l'esito processuale e la quantificazione delle pene in appello; è importante distinguere fra contestazioni di merito e questioni di competenza procedurale.

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