Sentenza n. 524/2026 - Brescia, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inerzia del Ministero nell’esecuzione della sentenza del Tribunale di Brescia, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta docente per gli anni scolastici 2020/21 e 2021/22
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a. per ottenere l’esecuzione della sentenza n. 1112/2024 del Tribunale di Brescia, Sezione Lavoro, notificata in forma esecutiva al Ministero il 9 novembre 2024 e divenuta irrevocabile per mancata impugnazione. La sentenza aveva accertato il diritto del docente a ottenere la Carta docente per gli anni scolastici 2020/21 e 2021/22, per euro 500,00 annui, condannando il Ministero a mettere a disposizione la Carta o altro strumento equivalente. Decorso inutilmente anche il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14 d.l. 669/1996, il Ministero era rimasto inerte, non rilasciando la Carta e non accreditando le somme. Il ricorrente ha quindi chiesto la condanna dell’Amministrazione all’esecuzione entro sessanta giorni, con eventuale nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento. Nel corso del giudizio, dopo la notifica del ricorso, il Ministero ha dato integrale esecuzione al giudicato. Il ricorrente ha pertanto chiesto una pronuncia conseguente, insistendo per la condanna alle spese, poiché l’adempimento era intervenuto solo successivamente all’instaurazione del giudizio.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la sopravvenuta cessazione della materia del contendere, rilevando che l’Amministrazione aveva dato piena esecuzione alla sentenza azionata nel corso del giudizio. Le spese sono state poste a carico del Ministero secondo il principio di soccombenza virtuale e causale, poiché l’adempimento era intervenuto soltanto dopo la notifica e il deposito del ricorso per ottemperanza. Il Ministero è stato condannato a rifondere euro 1.000,00 per spese di lite, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato ove pagato, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.
Norme richiamate
artt. 112 e ss. c.p.a.
Fondano l’azione di ottemperanza per ottenere l’esecuzione del giudicato e degli altri titoli esecutivi nei confronti dell’amministrazione.
art. 114 c.p.a.
Disciplina il giudizio di ottemperanza, nell’ambito del quale il TAR ha accertato l’intervenuta esecuzione del giudicato e dichiarato la cessazione della materia del contendere.
art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
Prevede il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo entro il quale le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici non economici completano le procedure per l’esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali comportanti obblighi di pagamento.
art. 327 c.p.c.
È richiamato per individuare il termine entro il quale la sentenza del giudice ordinario avrebbe potuto essere appellata; la mancata impugnazione ha determinato il passaggio in giudicato del titolo azionato.
Massime di principio
- Quando l’amministrazione dà integrale esecuzione al giudicato nel corso del giudizio di ottemperanza, la domanda principale diviene priva di oggetto e il giudice deve dichiarare la cessazione della materia del contendere.
- L’adempimento dell’amministrazione successivo alla notifica e al deposito del ricorso per ottemperanza non esclude la condanna dell’amministrazione alle spese di lite, che possono essere poste a suo carico in applicazione del criterio della soccombenza causale.
- Il giudizio di ottemperanza può essere promosso dopo il decorso del termine dilatorio previsto per l’esecuzione dei titoli esecutivi nei confronti delle amministrazioni dello Stato, quando l’amministrazione sia rimasta inerte.
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