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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11301/2023 del 16/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge e vizi di motivazione: il difensore contestava che la Corte territoriale non avesse risposto alla richiesta, depositata via PEC, di applicazione dell'art. 131‑bis c.p. (riconoscimento della "particolare tenuità del fatto"), sostenendo che sussistevano tutti i presupposti per tale riconoscimento. Il fatto di causa è la condanna per ricettazione di un telefono cellulare.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che la sentenza impugnata mostrasse implicitamente il motivo del diniego delle attenuanti generiche e dell'applicazione dell'art. 131‑bis c.p., in quanto la gravità del fatto e i plurimi precedenti penali (anche con diverse generalità) escludevano i presupposti per la particolare tenuità. La Corte ha inoltre richiamato orientamenti giurisprudenziali secondo cui la motivazione può risultare implicitamente dall'argomentazione del giudice d'appello. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 131‑bis cod. pen.

    Norma invocata dal ricorrente per ottenere il riconoscimento della particolare tenuità del fatto; la Corte ha ritenuto che i presupposti non sussistessero a causa della gravità del reato e dei plurimi precedenti, implicando quindi il diniego dell'applicazione.

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato come criterio per valutare gli indici di gravità oggettiva del reato e il grado di colpevolezza ai fini delle attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto che, sulla base di tale valutazione, la motivazione potesse risultare anche implicitamente.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che giustifica la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria per la proposizione di un ricorso inammissibile.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 4, n. 27595/2022; Sez. 5, n. 24780/2017)

    Principio consolidato secondo cui, in tema di particolare tenuità del fatto, la motivazione può emergere anche implicitamente dalla valutazione compiuta dal giudice d'appello sugli indici di gravità e sul grado di colpevolezza.

Massime di principio

  • La richiesta di applicazione dell'art. 131‑bis c.p. può essere proposta anche in sede d'appello via PEC, ma il giudice d'appello deve comunque valutare e motivare la sussistenza dei presupposti; la motivazione può risultare anche implicitamente se dagli argomenti emerge chiaramente il diniego.
  • Per ottenere il riconoscimento della particolare tenuità è necessario dimostrare la scarsa gravità dell'evento e un basso grado di colpevolezza; la esistenza di plurimi e recenti precedenti penali o la gravità oggettiva del fatto rendono improbabile l'accoglimento.
  • Se il giudice d'appello esclude le attenuanti generiche per motivi riconducibili alla gravità del fatto o ai precedenti, la Corte di cassazione tende a considerare sufficiente anche una motivazione implicita, rendendo difficile l'impugnazione per carenza motivazionale salvo che non sia dimostrata una manifesta omissione.
  • Chi propone il quesito sull'art. 131‑bis dovrebbe documentare e argomentare in modo completo la mancanza di precedenti rilevanti e gli elementi obiettivi che attestano la tenuezza del fatto; allegare elementi concreti che smentiscano la gravità attribuita dal giudice è essenziale.
  • Proporre un ricorso in cassazione infondato o manifestamente inammissibile può comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; valutare attentamente le prospettazioni giuridiche prima di impugnare.

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