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Sentenza

Sentenza n. 102/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento - della ingiunzione n. 5 dell’01/06/2022, del Responsabile del Servizio Assetto del Territorio del Comune di Sant’Anastasia (pervenuta il 06/06/2022) con la quale è stato ingiunto la demolizione degli immobili e delle opere realizzate sulla p.lla -OMISSIS- del foglio 6, in assenza di titoli di legittimità urbanistica, paesaggistica e sismica, nonché il ripristino del primitivo stato dei luoghi entro 90 giorni dalla data di notifica all’interessato dell’impugnato provvedimento; - di ogni altro atto, antecedente o consequenziale, conosciuto e non, comunque connesso.

Giustizia amministrativa202204531

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ingiunzione di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi per immobili privi di titoli urbanistico-edilizi, paesaggistici e sismici

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato un’ingiunzione comunale di demolizione relativa a immobili e opere realizzate su una particella catastale, sostenendo che il Comune avesse illegittimamente respinto un’istanza di condono edilizio. Hanno dedotto violazione di legge, eccesso di potere, difetto di motivazione, incompetenza e violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza. In particolare, hanno sostenuto che i divieti di condono previsti dalla normativa statale e regionale per le aree sottoposte a vincolo paesaggistico o ricadenti in zone a rischio vulcanico non fossero applicabili agli abusi realizzati anteriormente, che il vincolo paesaggistico non determinasse automaticamente l’inammissibilità del condono e che le valutazioni paesaggistiche spettassero alla Regione. Hanno inoltre contestato il riferimento alla disciplina regionale sulle zone a rischio vulcanico, deducendone l’abrogazione, e lamentato l’assenza di partecipazione procedimentale e di una motivazione concreta sul contrasto delle opere con la disciplina urbanistica e paesaggistica. In via subordinata hanno sollevato questione di legittimità costituzionale della disciplina che esclude dal condono determinate opere situate in aree vincolate, in riferimento agli artt. 3, 42 e 97 Cost. Il TAR ha rilevato che l’atto impugnato non era un diniego di condono, ma esclusivamente un’ingiunzione di demolizione. Le censure erano quindi rivolte contro un provvedimento diverso da quello effettivamente impugnato e non contenevano specifiche contestazioni dell’ordine demolitorio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato inammissibili le censure rivolte al presunto diniego di condono, poiché l’ingiunzione impugnata dava atto della presentazione dell’istanza di sanatoria, ma non ne disponeva il rigetto. Il contenuto dispositivo dell’atto consisteva nell’ingiunzione di demolire immobili privi di titoli abilitativi urbanistici, autorizzazione sismica e nulla osta paesaggistico. Il giudice ha escluso che l’ordinanza di demolizione potesse valere come diniego implicito della sanatoria e ha precisato di non poter sostituire l’amministrazione nella valutazione della condonabilità delle opere. Poiché i ricorrenti non avevano formulato censure specifiche contro l’ingiunzione di demolizione, la parte residua del ricorso è stata respinta. La questione di costituzionalità è stata dichiarata manifestamente irrilevante, in quanto riferita a una disciplina non concretamente applicata dal provvedimento impugnato. Le spese sono state integralmente compensate per la peculiarità della controversia e la limitata attività difensiva del Comune.

Norme richiamate

  • art. 40 l. 47/1985

    istanza di sanatoria dell'immobile ai sensi dell'art. 40 della Legge 47/85

    La disposizione è richiamata nell’istanza di sanatoria presentata dai ricorrenti, ma il TAR non ne valuta l’applicabilità sostanziale perché il provvedimento impugnato non contiene un diniego di condono.

  • art. 32 l. 326/2003

    intervento realizzato non sarebbe sanabile ex art. 32, l. 326/2003

    La norma è invocata dai ricorrenti con riferimento ai limiti del condono per opere situate in aree vincolate; il TAR non esamina la questione nel merito per difetto di pertinenza rispetto all’atto impugnato.

  • art. 3 l. reg. Campania n. 10/2004

    l’opera di cui trattasi non sarebbe sanabile in quanto realizzata in un Comune rientrante ex l. reg. Campania 10 dicembre 2003 n. 21 nelle zone a rischio vulcanico

    La disposizione è dedotta dai ricorrenti come base del presunto diniego di condono, ma non viene applicata dal giudice perché il provvedimento impugnato non decide sull’istanza di sanatoria.

  • art. 3, comma 2, lett. d), l. reg. Campania n. 10/2004

    il divieto di condono dei manufatti residenziali nei Comuni in zona rossa ... è espressamente limitato alla legge n. 326/2003

    La portata della disposizione è prospettata dai ricorrenti, ma non è esaminata nel merito.

  • art. 32, comma 27, lett. d), d.l. n. 269/2003, convertito dalla l. n. 326/2003

    escludere dal condono i manufatti ricadenti su area sottoposta a vincolo paesaggistico

    La norma è oggetto della questione di costituzionalità proposta in via subordinata; la questione è dichiarata irrilevante perché il provvedimento impugnato non contiene un diniego di condono.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    possibili profili di inammissibilità parziale del ricorso

    Ha consentito al Collegio di evidenziare alle parti la possibile inammissibilità delle censure rivolte contro un presunto diniego di condono non contenuto nell’atto impugnato.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    udienza straordinaria dedicata allo smaltimento dell’arretrato

    Disciplina le modalità di trattazione dell’udienza nella quale la causa è stata decisa.

Massime di principio

  • È inammissibile, per difetto di correlazione con l’oggetto dell’impugnazione, il ricorso che rivolga le proprie censure contro un diniego di condono quando l’atto impugnato contiene esclusivamente un’ingiunzione di demolizione.
  • Un’ingiunzione di demolizione non può essere considerata, in assenza di un’esplicita determinazione amministrativa, anche come diniego implicito dell’istanza di condono edilizio.
  • Il giudice amministrativo non può sostituirsi all’amministrazione nella valutazione della condonabilità delle opere quando tale valutazione non è stata formalmente espressa nell’atto impugnato.
  • La questione di legittimità costituzionale relativa alla disciplina del condono edilizio è irrilevante quando il provvedimento impugnato non applica quella disciplina e non decide sull’istanza di sanatoria.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereQuestione di legittimità costituzionaleDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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