Cassazione Penale, Sentenza n. 49976/2023 del 15/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per Cassazione proposto dal difensore dell'imputato: 1) incompetenza territoriale per connessione con reati più gravi (artt. 491, 476, 482 c.p.) e applicazione del criterio della residenza dell'imputato, atteso che il reato più grave risulterebbe non individuabile e, in ogni caso, depenalizzato; 2) inutilizzabilità delle dichiarazioni rese da Conversini ai sensi dell'art. 63 c.p.p., ritenute non spontanee e rese dopo che sussistevano già indizi di reità; 3) mancata motivazione e insufficienza probatoria circa la responsabilità (assenza di prova che Conversini avesse pubblicato l'annuncio, contattato Tentorio o clonato l'assegno, nonché conoscenza della falsità); 4) vizio relativo alla condanna al risarcimento anche in favore della Tentorio s.r.l., pur senza impugnazione della società.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la soluzione della Corte d'appello in ordine all'incompetenza territoriale, richiamando il principio di "decrescenza" (criterio di competenza legato al luogo di commissione del reato successivamente più grave tra quelli connessi) e precisando che i criteri sussidiari (tra cui la residenza) si applicano solo quando non è possibile individuare il luogo di commissione per tutti i reati connessi. Ha respinto la censura sull'art. 63 c.p.p., confermando che le dichiarazioni contenute in denuncia/querela rese spontaneamente da soggetto non ancora formalmente indagato ma già attinto da indizi di reità non godono delle garanzie dell'art. 63 e sono utilizzabili. Ha altresì ritenuto inammissibile la rilettura dei fatti proposta dal ricorrente, evidenziando che la valutazione probatoria (anche l'inferenza tra l'invio della foto dell'assegno il 3/4/2017 e l'incasso il giorno successivo) non è sindacabile in Cassazione salvo manifesta illogicità. In ordine alla costituzione di parte civile, ha spiegato che la condanna in favore di "Tentorio Carlo" si riferiva all'attività esercitata quale legale rappresentante della società. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a versare Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 8 e art. 9 cod. proc. pen.
Applicazione del criterio territoriale: quando è possibile individuare il luogo di commissione di almeno uno dei reati connessi si preferisce collegare la competenza a quel luogo (principio della decrescenza); i criteri sussidiari (es. residenza) si usano solo se non è possibile individuare il luogo di commissione per tutti i reati connessi.
Sez. Un. n. 40537 del 16/07/2009
Precedente di legittimità che stabilisce il principio citato sulla competenza territoriale nei reati connessi (criterio del reato successivamente più grave quando il reato connesso più grave non è individuabile).
art. 63 cod. proc. pen.
Non sempre le dichiarazioni sono protette dalle garanzie dell'art. 63: le dichiarazioni contenute in denuncia/querela rese spontaneamente da soggetto non ancora formalmente indagato ma già pervaso da indizi di reità non sono sottoposte alle garanzie di tale articolo e possono essere utilizzate.
Sez.2, n. 16382 del 18/03/2021 (Canino)
Giurisprudenza di supporto che afferma l'utilizzabilità delle dichiarazioni di cui sopra e chiarisce la modulazione degli effetti dell'art. 63 a seconda della natura dell'atto e della fase processuale.
artt. 491, 476, 482 cod. pen.
Reati richiamati dal ricorrente come più gravi e connessi; la loro eventuale depenalizzazione non determina automaticamente l'applicazione dei criteri sussidiari di competenza territoriale quando è possibile individuare il luogo di commissione di altri reati connessi.
Sez. Un., sent. n. 12 del 31/05/2000 (Jakani) e giurisprudenza sulla limitazione del sindacato di legittimità
Principio secondo il quale la Cassazione non è chiamata a una rivalutazione dei fatti e delle prove ma a verificare la razionalità e la logica della motivazione dei giudici di merito; non compete riportare nuovi parametri di ricostruzione fattuale.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede che, con la dichiarazione di inammissibilità del ricorso, la parte privata sia condannata al pagamento delle spese e, se ricorrono profili di colpa, anche a una sanzione alla Cassa delle ammende (nel caso di specie Euro 3.000).
Massime di principio
- Competenza territoriale per reati connessi: privilegiare il luogo di commissione del segmento più grave individuabile (principio della "decrescenza"); i criteri di riserva come la residenza si applicano solo se non è possibile individuare alcun luogo di commissione per i reati connessi.
- La depenalizzazione o la mancata punibilità di uno dei reati connessi non comporta automaticamente l'azzeramento del collegamento territoriale se per altri reati connessi è individuabile un luogo certo.
- Dichiarazioni contenute in denuncia/querela rese spontaneamente da soggetto non ancora formalmente indagato ma già attinto da indizi di reità possono essere utilizzate e non sono automaticamente coperte dalle garanzie dell'art. 63 c.p.p.
- In Cassazione è preclusa una rivalutazione autonoma della prova: il controllo è sulla coerenza e razionalità della motivazione dei giudici di merito, non sulla preferenza tra diverse ricostruzioni fattuali possibili.
- Nelle costituzioni di parte civile è determinante la qualità (personale o quale legale rappresentante della società) con cui si agisce; la Corte verifica la corrispondenza tra la persona nominativamente indicata e la qualità per la quale esercita l'azione.
- Ricorsi manifestamente infondati o inammissibili possono comportare condanne alle spese e a sanzioni alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; occorre valutare la fondatezza delle censure prima di proporre ricorso in Cassazione.
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