Sentenza n. 1477/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Campania (Sezione IV) n. 633 del 27 gennaio 2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Determinazione dirigenziale comunale di accertamento dell'inottemperanza all'ordine di demolizione e di acquisizione gratuita al patrimonio comunale del manufatto abusivo e dell'area di sedime
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I proprietari hanno impugnato la sentenza del TAR Campania che aveva respinto il ricorso contro la determinazione comunale. In primo grado deducevano la violazione e falsa applicazione dell'art. 31 d.P.R. n. 380/2001, il difetto di istruttoria e la mancata individuazione dell'area da acquisire. In appello hanno dedotto, da un lato, omessa pronuncia, violazione dell'art. 112 c.p.c., errori in procedendo e in iudicando e travisamento dei fatti; dall'altro, errori in procedendo e in iudicando, difetto di istruttoria, travisamento dei fatti e violazione della l. n. 241/1990. Gli appellanti sostenevano in particolare che il Comune avrebbe dovuto comunicare l'avvio del procedimento, consentire la presentazione di osservazioni e motivare specificamente la scelta e l'estensione delle aree da acquisire, non potendosi qualificare l'acquisizione come attività meramente esecutiva e vincolata. Il Comune ha eccepito l'inammissibilità e, comunque, l'infondatezza dell'appello.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto integralmente l'appello e confermato la sentenza del TAR. Ha ritenuto che la determinazione comunale avesse disposto l'acquisizione del manufatto abusivo e della relativa area di sedime, indicando puntualmente la particella catastale e senza estendere l'acquisizione ad altre superfici; tale indicazione è stata considerata sufficiente, non essendo stata dedotta una specifica acquisizione oltre i limiti di legge. Le contestazioni relative all'abusività delle opere, all'inottemperanza all'ordine di demolizione e all'individuazione dell'area erano comunque precluse, in quanto già contenute nell'ordine di demolizione del 2013, il cui giudizio di impugnazione era divenuto perento. Il Collegio ha ribadito che l'acquisizione gratuita prevista dall'art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380/2001 costituisce effetto automatico e atto dovuto conseguente all'accertata inottemperanza all'ordine di demolizione dopo il decorso del termine di novanta giorni. La sequenza procedimentale consiste nell'ordine di demolizione, nell'accertamento dell'inottemperanza e nell'atto di acquisizione, che costituisce titolo per l'immissione in possesso e la trascrizione. Proprio per il carattere rigidamente vincolato dell'acquisizione, non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento né una specifica motivazione sull'interesse pubblico perseguito; non assumono rilievo neppure il tempo trascorso dalla realizzazione dell'abuso o l'eventuale affidamento del proprietario. Le spese del grado d'appello, liquidate in 4.000 euro oltre accessori, sono state poste a carico degli appellanti.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive e dell'area di sedime consegue automaticamente all'inottemperanza all'ordine di demolizione dopo il decorso del termine di novanta giorni; costituisce un atto dovuto e rigidamente vincolato, subordinato all'accertamento dell'inottemperanza, e non richiede comunicazione di avvio né una specifica motivazione sull'interesse pubblico.
art. 112 c.p.c.
La dedotta omessa pronuncia non è stata ravvisata, poiché la sentenza di primo grado è stata ritenuta immune dalle censure di omessa pronuncia.
l. 241/1990
Le garanzie partecipative e gli obblighi procedimentali invocati dagli appellanti non impongono la comunicazione di avvio per l'acquisizione gratuita, trattandosi di attività amministrativa vincolata.
Massime di principio
- L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive e della relativa area di sedime, prevista dall'art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380/2001, è un atto dovuto e rigidamente vincolato che consegue all'accertamento dell'inottemperanza all'ordine di demolizione e al decorso del termine legale di novanta giorni.
- La sequenza procedimentale in materia di repressione degli abusi edilizi si articola nell'ordine di demolizione, nell'accertamento dell'inottemperanza e nell'atto di acquisizione al patrimonio comunale; quest'ultimo costituisce il titolo per l'immissione in possesso e per la trascrizione dell'acquisto della proprietà.
- L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale, in quanto attività vincolata e priva di margini di discrezionalità, non deve essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento e non richiede una specifica motivazione sulle ragioni di interesse pubblico perseguite.
- Quando l'atto di acquisizione indica puntualmente il manufatto abusivo e la relativa area di sedime, anche mediante l'indicazione della particella catastale, non è necessaria un'ulteriore motivazione sulla scelta dell'area, salvo che sia dedotta una concreta estensione dell'acquisizione oltre i limiti di legge.
- Una volta divenuto inoppugnabile l'ordine di demolizione, non possono essere rimesse in discussione nel giudizio contro il successivo atto di acquisizione le questioni relative all'abusività delle opere, all'inottemperanza o all'individuazione dell'area già definite nel precedente provvedimento.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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