Cassazione Penale, Sentenza n. 39543/2022 del 19/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la conferma in appello della condanna per appropriazione indebita aggravata di €120.000, contestata come somma messa a disposizione dalla prozia Santarsiero Maria. Il difensore deduceva: 1) intempestività della querela per valutazione errata delle raccomandate di diffida (prima inviata il 17/04/2010, poi reiterata e ricevuta il 7/06/2010); 2) travisamento per omissione in relazione alla revoca della procura al De Carlo; 3) omissione nella valutazione della decisiva testimonianza del funzionario di banca Vodolo, rilevante per l'animus donandi e per l'eventualità di una donazione indiretta; 4) vizio di motivazione sulla determinazione della pena; 5) richiamo alla giurisprudenza civile sulla cointestazione come donazione indiretta; 6) vizi nella valutazione delle dichiarazioni pre-dibattimentali della persona offesa acquisite a causa della sua morte; 7) questioni sulla legittimazione della parte civile (legatei vs eredi) e sulla liquidazione del danno patrimoniale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati il primo, il terzo e il quinto motivo di ricorso, annullando la sentenza impugnata e rinviando la causa alla Corte d'Appello di Salerno per un nuovo giudizio. In particolare ha disposto che la Corte di appello dovrà rivalutare: a) la tempestività della querela verificando se la conoscenza dell'illecito sia da farsi risalire alla prima raccomandata del 17/04/2010 o solo alla effettiva ricezione della seconda (avviso di ricevimento del 7/06/2010); b) la sussistenza della responsabilità per appropriazione indebita tenendo conto specifico della testimonianza del funzionario di banca Vodolo e della tesi difensiva circa la possibile esistenza di una donazione indiretta. Gli altri motivi sono stati dichiarati inammissibili o assorbiti. Pertanto la condanna è stata annullata con rinvio per nuovo esame su quelle questioni.
Norme richiamate
art. 124 cod. pen.
Richiamato in relazione al vizio di travisamento della prova per omissione: la Corte ha valutato la necessità che le valutazioni probatorie non si fondino su errori di fatto relativi alla presenza/assenza di documenti (es. raccomandate) nel fascicolo
art. 512 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione alla valutazione delle dichiarazioni pregresse della persona offesa acquisite a causa della sua morte; la censura riguardava la motivazione sulla attendibilità di tali dichiarazioni
Giurisprudenza della Cassazione civile (principio sulla cointestazione come possibile donazione indiretta)
Secondo la giurisprudenza civile, l'atto di cointestazione di una somma presso un istituto di credito può essere qualificato come donazione indiretta se emerge l'animus donandi; la Suprema Corte ha ritenuto che tale profilo debba essere adeguatamente valutato dal giudice del merito
Massime di principio
- La decorrenza dei termini per la querela dipende dalla data in cui la persona offesa ha effettiva conoscenza dell'illecito: lettere di diffida non ricevute non possono essere automaticamente considerate efficaci; va verificata la prova della ricezione (avviso di ricevimento, compiuta giacenza, ecc.).
- Il giudice d'appello non può fondare la propria decisione su una valutazione errata dello stato degli atti processuali: documenti presenti nel fascicolo devono essere esaminati e considerati nella motivazione.
- Quando la difesa prospetta l'esistenza di un 'animus donandi' (es. donazione indiretta tramite cointestazione o disposizione patrimoniale), il giudice deve valutare puntualmente le prove (compresa la testimonianza di funzionari di banca) che possano confermare o escludere tale volontà, poiché ciò incide sulla qualificazione del fatto penale.
- Le dichiarazioni pre-dibattimentali della persona offesa acquisite per la sua morte richiedono una motivazione specifica sulla loro attendibilità e, se vengono usate, vanno corroborate da elementi esterni o dalla comparazione con altre prove.
- Questioni sollevate per la prima volta in Cassazione relative a fatti e prove non devoluti alle precedenti corti possono essere dichiarate inammissibili per violazione della catena devolutiva: è necessario sollevare contestazioni rilevanti già nei gradi di merito.
- La legittimazione della parte civile (legatei vs eredi universali) e la correlata misura del danno devono essere valutate congiuntamente alla responsabilità: censure sulla costituzione possono essere assorbite dalla ridefinizione della responsabilità nel nuovo giudizio.
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