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Cassazione Civile, Ordinanza n. 26417/2023 del 13/09/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (INPS)

La controversia

Un soggetto aveva proposto opposizione ad avvisi di pagamento con cui l'INPS gli chiedeva contributi alla gestione commercianti per il periodo 2001-2012, dopo iscrizione d'ufficio fondata sul fatto che egli aveva rivestito, nel medesimo periodo, diverse cariche societarie (socio unico e amministratore di una s.r.l., socio accomandatario di una s.a.s. e, dal 2006, socio amministratore di un'altra s.r.l.). La Corte d'appello aveva rigettato l'opposizione ritenendo dovuti i contributi, anche perché dall'istruttoria risultava che il contribuente svolgeva attività d'impresa prevalente e si era avvalso di collaboratori esterni con contratti di collaborazione a progetto negli anni 2007-2009. Nel ricorso per cassazione il contribuente ha dedotto, ai sensi dell'art. 360, n. 5 c.p.c., omesso esame di un fatto decisivo, sostenendo che il giudice di merito avrebbe trascurato elementi istruttori, tra cui un documento da cui emergerebbe che egli non era stato né era amministratore di una delle società indicate.

La decisione

La Corte ha ritenuto il motivo inammissibile perché non denunciava l'omesso esame di un vero "fatto storico" decisivo, ma solo di elementi istruttori; ha richiamato il principio delle Sezioni Unite secondo cui il vizio ex art. 360, n. 5 c.p.c. è configurabile solo se il ricorrente indica il fatto storico omesso, il dato da cui risulta, il momento processuale in cui è stato discusso e la sua decisività. Ha osservato inoltre che l'omesso esame di singoli elementi di prova non integra di per sé il vizio, se il fatto storico è stato comunque considerato dal giudice. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente alle spese e con previsione dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    Il motivo per omesso esame di un fatto decisivo è ammissibile solo se riguarda un fatto storico principale o secondario, decisivo e oggetto di discussione, non la mera omissione di singoli elementi istruttori.

  • art. 366, primo comma, n. 6 c.p.c.

    Il ricorrente deve indicare specificamente il fatto omesso e il dato, testuale o extratestuale, da cui esso risulta.

  • art. 369, secondo comma, n. 4 c.p.c.

    Il ricorrente deve rispettare gli oneri di indicazione e produzione degli atti su cui il motivo si fonda.

  • art. 380-bis1, secondo comma c.p.c.

    Il Collegio si è riservato il termine per il deposito dell'ordinanza in camera di consiglio.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di inammissibilità del ricorso sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 1, comma 17, l. n. 228 del 2012

    Ha introdotto il meccanismo dell'ulteriore contributo unificato richiamato dalla Corte.

Massime di principio

  • Il vizio di motivazione ex art. 360, n. 5 c.p.c. non può essere fondato sulla mera critica alla valutazione delle prove: occorre l'omesso esame di un fatto storico decisivo, non di un singolo documento o di un elemento istruttorio.
  • Per censurare utilmente l'omesso esame di un fatto decisivo il ricorrente deve indicare specificamente il fatto, il dato da cui emerge, il momento in cui è stato discusso e la sua decisività.
  • Se il fatto storico rilevante è stato comunque preso in considerazione dal giudice di merito, la mancata considerazione di tutte le risultanze probatorie non integra il vizio di cui all'art. 360, n. 5 c.p.c.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese e, se dovuto, l'obbligo di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Come è indicizzato

MaterieContributi previdenzialiImpugnazioni
RamiPrevidenzaProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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