Cassazione Penale, Sentenza n. 11239/2023 del 16/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'Appello che li aveva riconosciuti colpevoli: Rinciari contestava la valutazione della attendibilità della persona offesa e l'applicazione dell'aggravante (uso di tenaglia) sostenendo che, in presenza di dubbi e della possibilità di un gesto autolesionistico, l'aggravante non poteva essere ritenuta provata e ciò avrebbe inciso sulla procedibilità (remissione di querela). Tchah e Khodri denunciavano (1) la nullità o inutilizzabilità dell'incidente probatorio medico-legale per mancato avviso agli imputati, essendo poi divenuti indagati dopo la perizia; (2) l'erronea configurazione del reato di favoreggiamento personale, per aver escluso che le loro dichiarazioni costituissero mera ricostruzione dei fatti senza accordo preventivo o attitudine a ostacolare le indagini.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto manifestamente infondati i motivi proposti: ha confermato la valutazione di attendibilità della persona offesa e il ruolo probatorio della perizia medico-legale, valutata in sinergia con le dichiarazioni. Ha inoltre ritenuto infondata la questione sull'incidente probatorio in quanto, al momento di tale atto, i due coimputati non risultavano indagati e le risultanze del perito sono state acquisite anche come prova dichiarativa in dibattimento. Sulla configurabilità del favoreggiamento, la Corte ha richiamato il principio secondo cui è sufficiente l'attitudine astratta della condotta a intralciare le indagini. Ha quindi confermato l'esito sostanziale della Corte di appello; dichiara altresì che, per il delitto di lesioni aggravate (capo A), la procedibilità è divenuta d'ufficio con la riforma del D.Lvo n.150/2022, rendendo irrilevante la remissione della querela. Per effetto dell'inammissibilità, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a versare in favore della cassa delle ammende la somma di euro 3000,00 ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 546 co.1 lett. e c.p.p.
Richiamato nei motivi dei ricorrenti in relazione alla configurazione del reato di favoreggiamento; la Corte ha valutato che le deduzioni difensive non provano l'assenza degli elementi costitutivi del reato, richiamando la giurisprudenza sul carattere di pericolo del reato di favoreggiamento.
art. 378 c.p.
Richiamato in rapporto alla fattispecie penale evocata dai ricorrenti; la Corte ha posto l'accento sul fatto che non è necessario che lo sviamento delle indagini si verifichi concretamente, essendo sufficiente l'attitudine della condotta ad arrecare intralcio.
art. 192 comma terzo c.p.p.
Richiamato nella discussione sull'affidamento alle dichiarazioni della persona offesa: la Corte ribadisce che il criterio dei riscontri esterni previsto da tale norma non si estende automaticamente alle dichiarazioni della parte offesa, che possono da sole fondare una sentenza se adeguatamente verificate e motivate.
art. 616 c.p.p.
Applicato per la condanna alle spese processuali conseguente all'inammissibilità dei ricorsi e per il collegato obbligo di versamento alla cassa delle ammende, quando l'inammissibilità è dovuta a profili di colpa emergenti dal ricorso.
D.Lvo n.150/2022
Richiamato per chiarire che, successivamente alla riforma entrata in vigore il 31.12.2022, il reato di lesioni aggravate dall'uso di arma è procedibile d'ufficio, rendendo irrilevante la remissione della querela da parte della persona offesa ai fini della procedibilità.
Massime di principio
- Le dichiarazioni della persona offesa possono, se ritenute credibili e adeguatamente motivate, costituire base sufficiente per la condanna anche in assenza di riscontri esterni diretti, purché la valutazione sia più rigorosa rispetto a quella delle dichiarazioni ordinarie di testimoni.
- L'incidente probatorio non è automaticamente nullo o inutilizzabile se gli interessati non erano ancora indagati al momento del suo svolgimento; le risultanze peritali possono essere utilizzate in dibattimento e valutate insieme ad altri elementi probatori.
- Per il reato di favoreggiamento personale è sufficiente che la condotta abbia l'attitudine astratta a intralciare le indagini; non è necessario che lo sviamento si sia concretamente verificato.
- Dopo la riforma del D.Lvo n.150/2022, la remissione della querela non impedisce la procedibilità per determinati delitti (es. lesioni aggravate), pertanto la rinuncia della parte offesa non determina automaticamente l'improcedibilità.
- La Corte di Cassazione può dichiarare inammissibili ricorsi che si limitano a una diversa lettura dei fatti o che non sollevano profili di diritto rilevanti; i motivi devono colpire profili di diritto con una struttura argomentativa precisa per essere esaminati nel merito.
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