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Cassazione Penale, Ordinanza n. 01500/2026 del 14/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

I due imputati, condannati dalla Corte d'appello di Napoli per plurime violazioni in materia di contrabbando, hanno proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando nullità della sentenza per mancanza e contraddittorietà della motivazione. La censura era incentrata, in particolare, sulla mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche a uno dei due ricorrenti e sulla mancata rideterminazione del trattamento sanzionatorio complessivo. La Corte di cassazione ha ritenuto che le doglianze fossero in realtà dirette a sollecitare una nuova valutazione di merito sul trattamento punitivo, già adeguatamente esaminato e motivato dal giudice di appello, e che fossero prive di specifica critica ai passaggi argomentativi della decisione impugnata.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, condannando ciascun ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Ha ritenuto che le censure fossero non consentite in sede di legittimità perché meramente reiterative di deduzioni già disattese dal giudice di merito e comunque riferite a profili di trattamento sanzionatorio sorretti da motivazione sufficiente e non illogica. In particolare, la Corte ha dato atto che il giudice di appello aveva correttamente negato le attenuanti generiche a uno degli imputati, valorizzando la stabilità della dedizione alle attività di contrabbando e i numerosi precedenti penali anche per fatti analoghi, mentre per l'altro imputato le attenuanti erano state concesse; la pena irrogata è stata ritenuta equa e congrua per entrambi.

Norme richiamate

  • art. 291-bis d.P.R. 43/1973

    Norma incriminatrice richiamata come base delle plurime violazioni per le quali gli imputati erano stati condannati; la decisione non affronta il contenuto della fattispecie, ma la presuppone quale titolo di reato.

  • art. 62-bis c.p.

    Richiamato implicitamente come riferimento alle circostanze attenuanti generiche, la cui concessione è stata negata a uno degli imputati sulla base della negativa valutazione della sua personalità e dei precedenti penali.

  • art. 616 c.p.p.

    Base normativa della condanna al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende a seguito della declaratoria di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono ammissibili censure che, sotto la veste del vizio di motivazione, si risolvano in una mera riproposizione di argomentazioni già esaminate e disattese in appello senza specifica critica alle rationes decidendi.
  • La contestazione della mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche è inammissibile quando mira a ottenere una nuova valutazione del merito del trattamento sanzionatorio, se la motivazione del giudice di merito è sufficiente, non illogica e dà conto degli elementi negativi e positivi considerati.
  • La valutazione sulla concessione delle attenuanti generiche è sorretta da ampia discrezionalità del giudice di merito e può essere confermata quando si fonda su elementi quali la stabilità dell'attività delittuosa e i precedenti penali specifici, in assenza di concreti elementi positivi di segno contrario.
  • Quando il ricorso per cassazione è dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende nei limiti previsti dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniContrabbando
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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