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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10019/2025 del 16/04/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ha cassato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, ha rigettato integralmente l'originaria domanda dei lavoratori. Ha anche disposto la compensazione delle spese dell'intero processo, considerando che i principali arresti di legittimità richiamati sono successivi alla proposizione del ricorso per cassazione.

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (datore di lavoro)

La controversia

Dalla motivazione emerge una controversia in materia di trattamento economico dei lavoratori per un periodo determinato, con riferimento alla disciplina normativa che prorogava fino al 31 dicembre 2015 alcuni effetti già previsti per il 2014 e al richiamo dell'art. 9, comma 21, della normativa citata in sentenza. La parte ricorrente ha censurato la decisione di merito che aveva accolto la domanda dei lavoratori, sostenendo che, alla luce della disciplina sopravvenuta e delle pronunce della Corte costituzionale richiamate, il preteso diritto non poteva essere riconosciuto per l'intero periodo controverso. In cassazione si è chiesto l'accoglimento del ricorso e la cassazione della sentenza d'appello; la Corte ha ritenuto decisivi i richiami ai principi della Corte costituzionale n. 178/2015 e n. 96/2016 e ha affermato che, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa potesse essere definita nel merito con il rigetto integrale della domanda originaria. È inoltre precisato che il rigetto per il 2015 era già contenuto nella sentenza di appello e non era stato impugnato dai lavoratori, con conseguente definitività di quel capo.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 21

    La Corte richiama la disposizione come base normativa della disciplina applicabile al periodo controverso, valorizzandone la legittimità alla luce della giurisprudenza costituzionale richiamata.

  • decreto del Presidente della Repubblica 4 settembre 2013, n. 122, art. 1, comma 1, lettera a)

    È richiamato per la proroga fino al 31 dicembre 2014 di effetti ulteriormente prorogati fino al 31 dicembre 2015; la Corte ne considera il contenuto nel ricostruire il quadro normativo applicabile.

  • Corte Costituzionale 23 luglio 2015, n. 178

    È richiamata come arresto costituzionale rilevante per l'intero periodo oggetto di causa e per i principi utili alla decisione.

  • Corte Costituzionale 6 maggio 2016, n. 96

    È richiamata per avere ritenuto la legittimità dell'art. 9, comma 21, cit.

Massime di principio

  • Quando la questione di diritto è ormai risolta da sopravvenuti arresti della Corte costituzionale e non occorrono ulteriori accertamenti in fatto, la Corte di cassazione può accogliere il ricorso e decidere la causa nel merito, rigettando la domanda originaria.
  • Se una statuizione di merito su un capo della domanda non è impugnata dalla parte interessata, quel capo diviene definitivo e non può più essere rimesso in discussione in cassazione.
  • La sopravvenienza di orientamenti giurisprudenziali decisivi può giustificare la compensazione integrale delle spese di lite, soprattutto quando tali arresti siano successivi alla proposizione del ricorso per cassazione.

Come è indicizzato

MaterieRetribuzione e TFRRicorso per cassazione
RamiLavoroProcesso civile
IstitutiGiudicato

Testo integrale

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