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Sentenza

Sentenza n. 2756/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise, sezione I, -OMISSIS- resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202309406

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Molise che aveva accolto il ricorso contro l'esclusione dal concorso per allievi carabinieri e la revoca dell'incorporamento

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (candidato a concorso)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il candidato era stato escluso dal concorso per esami e titoli per il reclutamento di 2938 allievi carabinieri e dalla frequenza del relativo corso formativo, con revoca dell'incorporamento, perché l'Amministrazione aveva acquisito notizia del suo rinvio a giudizio presso il Giudice di pace per i reati di cui agli artt. 110 e 612 c.p. Il procedimento penale era stato definito con sentenza di non doversi procedere per estinzione del reato conseguente alla remissione di querela. Il TAR Molise aveva accolto il ricorso, ritenendo necessaria un'autonoma istruttoria dell'Amministrazione sulla concreta serietà dell'addebito. Il Ministero della difesa ha appellato la sentenza sostenendo che l'esclusione fosse doverosa in base alla previsione del bando di concorso, conforme alla disciplina del d.lgs. n. 66/2010 in materia di reclutamento.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l'appello per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure del Ministero contro la sentenza del TAR. L'Amministrazione ha infatti dichiarato espressamente di non avere più interesse a coltivare il gravame, poiché l'appellato, già incorporato con riserva, era risultato vincitore del concorso triennale per allievi marescialli dell'Arma dei carabinieri. La Sezione ha ritenuto inequivoca tale dichiarazione, anche alla luce dell'ordinanza presidenziale che aveva richiesto di chiarire se la sopravvenienza riguardasse l'interesse del privato nel giudizio di primo grado o quello dell'Amministrazione nel giudizio d'appello. Le spese del grado sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Costituisce la base normativa per la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 38 c.p.a.

    Richiamato insieme alle disposizioni processuali applicate nella definizione del giudizio.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel contesto della definizione del giudizio e della declaratoria di improcedibilità.

  • d.lgs. n. 66/2010

    Indicato dal Ministero come fonte della disciplina del reclutamento alla quale il bando avrebbe dato attuazione; la relativa questione di merito non è stata esaminata per l'improcedibilità dell'appello.

  • artt. 110 e 612 c.p.

    Richiamati per identificare i reati oggetto del procedimento penale che aveva determinato l'esclusione dal concorso; la loro rilevanza amministrativa non è stata valutata nel merito dal Consiglio di Stato.

Massime di principio

  • L'appello diviene improcedibile quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione appellante dichiara in modo inequivoco di non avere più interesse alla sua coltivazione e tale sopravvenienza è adeguatamente documentata.
  • Quando il giudice richiede di chiarire l'oggetto di una dichiarazione amministrativa ambigua, la declaratoria di improcedibilità può essere pronunciata solo dopo che l'amministrazione abbia precisato inequivocabilmente che la sopravvenuta carenza di interesse riguarda il giudizio d'appello.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàAppelloConcorsi pubblici
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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