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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22740/2022 del 10/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della conferma della condanna per la contravvenzione di cui all'art.75, comma 1, d.lgs. 6 settembre 2011, n.159 (violazione della prescrizione della sorveglianza speciale di rimanere in casa dopo le ore 21.00), commessa il 13/08/2015. Tre motivi: 1) violazione di legge e processo per presunto spostamento dell'onere della prova sulla difesa (si sarebbe dovuto provare la presenza in casa); 2) nullità del decreto che ha applicato la sorveglianza speciale per assenza di motivazione circa la prescrizione contestata; 3) estinzione del reato per prescrizione, sostenendo che il termine era già maturato prima della sentenza di appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il terzo motivo fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione. Il primo motivo è stato dichiarato manifestamente infondato (l'accertamento è stato ritenuto desumibile dall'esito negativo del controllo delle forze di polizia). Il secondo motivo è stato giudicato generico, poiché il ricorrente non ha allegato il decreto applicativo della sorveglianza speciale di cui chiedeva la nullità. La Corte ha rilevato che, per la contravvenzione ascritta e considerando l'aumento massimo per le interruzioni, il termine di prescrizione è di cinque anni; decorrendo dal 13/08/2015 e in assenza di periodi di sospensione, la prescrizione è maturata prima della decisione di appello. Sentenza annullata senza rinvio. Decisione pronunciata il 3 maggio 2022. In primo grado la condanna era stata di 80 giorni di arresto.

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n.159, art.75, comma 1

    art.75, comma 1, d.lgs. 6 settembre 2011, n.159

    La norma è stata applicata per inquadrare la condotta (violazione della prescrizione della sorveglianza speciale). La Corte ha ritenuto che il fatto ascritto rientri in tale fattispecie e che l'accertamento potesse fondarsi sull'esito negativo del controllo di polizia.

  • codice penale, art.157

    Norma sulla estinzione del reato per prescrizione. La Corte ha interpretato il termine di prescrizione per la contravvenzione come avente durata massima di cinque anni, tenendo conto dell'aumento massimo per eventuali interruzioni, e ha ritenuto che tale termine fosse decorso dall'evento (13/08/2015) in assenza di sospensioni.

Massime di principio

  • L'accertamento negativo operato dalle forze di polizia (non trovare l'imputato in casa durante il controllo) può costituire prova idonea della violazione e non implica automaticamente uno spostamento dell'onere della prova sulla difesa.
  • Chi impugna la validità di un provvedimento amministrativo o giudiziario (es. decreto di applicazione della sorveglianza speciale) deve allegare il provvedimento o fornire elementi specifici: contestazioni generiche per omissione di motivazione rischiano di essere inammissibili o inefficaci.
  • Il calcolo della prescrizione va fatto a partire dalla data del fatto, valutando sospensioni e interruzioni; se il termine è maturato prima della sentenza impugnata la Cassazione può annullare la sentenza senza rinvio per estinzione del reato.
  • In controversie penali è essenziale verificare e documentare eventuali periodi di sospensione o interruzione del corso della prescrizione, perché possono modificare in modo rilevante il termine prescrizionale.
  • Nel formulare i motivi di ricorso è importante specificità e completezza: motivi vaghi o non corredati da documenti possono essere dichiarati generici o manifestamente infondati.

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