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Sentenza

Sentenza del 22/12/2016 n. 7307 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

IVA - Fittizietà delle operazioni - Gravi e sufficienti indizi - Onere della prova in capo al contribuente - Sussiste - Consegna merce e pagamento - Circostanze non sufficienti - Frode fiscale - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’Ufficio ha contestato la detrazione dell’IVA perché le operazioni, pur riferite a beni effettivamente consegnati, sarebbero state effettuate con soggetti cedenti fittizi. Gli indizi riguardavano la mancanza di sedi e di una reale struttura aziendale delle cedenti, la divergenza tra le dichiarazioni intracomunitarie italiane e quelle degli Stati esteri, la presentazione delle dichiarazioni IVA senza versamento dell’imposta, nonché, sul versante della contribuente, la vendita sottocosto, i pagamenti in contanti e l’utilizzo di un conto corrente aperto presso la stessa agenzia bancaria delle cedenti. La contribuente ha sostenuto che la consegna della merce, la successiva rivendita e il pagamento delle fatture dimostrassero l’effettività delle operazioni.

La decisione

La contestazione è stata ritenuta fondata. Una volta forniti dall’Ufficio gravi e sufficienti indizi della fittizietà soggettiva delle operazioni e della possibile frode, l’onere di provare la propria estraneità alla frode e l’effettiva diligenza commerciale si trasferisce sulla contribuente. La mera consegna e rivendita della merce e il pagamento delle fatture non sono sufficienti, poiché tali circostanze sono compatibili anche con una frode fiscale. È stata quindi confermata la negazione del diritto alla detrazione dell’IVA.

Norme richiamate

  • Disciplina IVA sul diritto alla detrazione

    Il diritto alla detrazione dell’IVA può essere negato quando il contribuente partecipa, anche inconsapevolmente ma senza la necessaria diligenza, a operazioni inserite in una frode fiscale.

  • Principio dell’onere della prova nelle operazioni soggettivamente inesistenti

    L’Amministrazione deve fornire gravi, precisi e concordanti elementi sulla fittizietà delle operazioni o sulla consapevolezza del contribuente; assolto tale onere, spetta al contribuente dimostrare l’effettività sostanziale dell’operazione e di avere adottato ogni ragionevole cautela per evitare il coinvolgimento nella frode.

Massime di principio

  • La consegna effettiva dei beni e il pagamento delle fatture non dimostrano, da soli, la genuinità fiscale dell’operazione: possono esistere anche in una frode carosello o in una frode basata su soggetti interposti.
  • Quando il fornitore presenta anomalie strutturali e fiscali rilevanti, il cliente deve dimostrare una concreta verifica dell’affidabilità commerciale e fiscale della controparte.
  • Indizi come assenza di una sede reale, mancanza di personale o struttura, omesso versamento dell’IVA, prezzi anomali, pagamenti in contanti e collegamenti bancari tra le parti possono giustificare l’inversione dell’onere probatorio.
  • La rivendita della merce a prezzi inferiori al costo può costituire un indice di anomalia, soprattutto se si accompagna ad altri elementi sintomatici della fittizietà o della frode.
  • Per conservare il diritto alla detrazione non basta dimostrare che la transazione è materialmente avvenuta: occorre provare di non sapere, né poter ragionevolmente sapere usando l’ordinaria diligenza, che l’operazione fosse collegata a una frode IVA.

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