Ordinanza n. 2592/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del decreto del Ministero dell’Interno notificato in data 6 agosto 2025, con il quale è stata respinta la domanda di concessione della cittadinanza italiana K 10/-OMISSIS-
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana per controindicazioni familiari ritenute di particolare gravità
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, il decreto del Ministero dell'Interno notificato il 6 agosto 2025, con cui è stata respinta la domanda di concessione della cittadinanza italiana. Il testo non espone analiticamente i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. In sede cautelare, il giudice ha rilevato che il ricorrente non ha dedotto un periculum in mora caratterizzato da gravità e irreparabilità. Ha inoltre ritenuto insussistente, a un primo sommario esame, il fumus boni iuris, considerando che la natura irrevocabile dello status di cittadino giustifica una valutazione estesa all'intero nucleo familiare e che, nel caso concreto, emergono controindicazioni familiari ritenute particolarmente gravi, relative agli stupefacenti.
La decisione
Il TAR ha respinto l'istanza cautelare. Quanto al periculum in mora, ha osservato che il ricorrente, in quanto titolare dello status di soggiornante di lungo periodo ai sensi dell'art. 9 TUI, mantiene una posizione di sostanziale piena parità con i cittadini italiani quanto ai diritti civili, ai rapporti con le pubbliche amministrazioni e all'accesso ai servizi pubblici; le limitazioni residue riguardano i diritti politici e gli impieghi comportanti esercizio di pubblici poteri, non rilevanti nel caso concreto. Il pregiudizio non è stato ritenuto irreparabile anche perché la domanda di naturalizzazione può essere ripresentata, secondo l'ordinanza, dopo il superamento delle cause ostative e anche dopo un anno dal rigetto. Quanto al fumus boni iuris, il collegio ha ritenuto che la valutazione dell'intero nucleo familiare sia giustificata dalla natura irrevocabile della cittadinanza e che le controindicazioni familiari connesse agli stupefacenti presentino particolare gravità. Le spese della fase cautelare sono state compensate per le particolari circostanze familiari dedotte dal ricorrente.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; l'istanza è stata respinta per l'insussistenza dei presupposti cautelari.
art. 9 d.lgs. 286/1998 (TUI)
Il possesso dello status di soggiornante di lungo periodo è stato valorizzato per escludere un pregiudizio grave e irreparabile, in ragione della posizione di sostanziale parità del ricorrente con i cittadini italiani nei diritti civili, nei rapporti con le pubbliche amministrazioni e nell'accesso ai servizi pubblici.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Ha costituito la base normativa per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Ai fini della tutela cautelare contro il diniego di naturalizzazione, il periculum in mora deve consistere in un pregiudizio grave e irreparabile; tale requisito non è ravvisabile, in linea generale, quando il richiedente disponga dello status di soggiornante di lungo periodo e il diniego incida soltanto su diritti politici o sull'accesso a impieghi con esercizio di pubblici poteri, non rilevanti nella fattispecie concreta.
- La possibilità di ripresentare la domanda di naturalizzazione dopo il superamento delle cause ostative, anche decorso un anno dal rigetto, è stata valorizzata per escludere l'irreparabilità del pregiudizio cautelare.
- In sede cautelare, la natura irrevocabile dello status di cittadino può giustificare una valutazione riferita all'intero nucleo familiare del richiedente; controindicazioni familiari particolarmente gravi, relative agli stupefacenti, possono escludere il fumus boni iuris della domanda di sospensione.
Come è indicizzato
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