Cassazione Penale, Sentenza n. 2118/2022 del 18/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Barbara Cirelli impugna la sentenza resa ex art. 444 c.p.p. dal G.i.p. di Vasto (24/06/2021) che le aveva inflitto 2 anni di reclusione e €6.000 di multa per reati connessi alla detenzione di oltre 68 g di cocaina e aveva disposto la confisca di beni sequestrati, tra cui €900 rinvenuti in sede di perquisizione. Il ricorso lamenta la illegittimità della confisca del denaro per mancanza di specifica motivazione circa il nesso di pertinenzialità fra la somma e l'attività illecita, ai sensi dell'art. 240 c.p.
La decisione
La Cassazione accoglie il ricorso limitatamente al profilo della confisca del denaro: ritiene che per il reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990 la confisca del denaro è ammessa solo se sussiste un concreto nesso di pertinenzialità con l'attività di cessione (condizioni dell'art. 240 c.p.) e non automaticamente ai sensi dell'art. 12-sexies D.L. n. 306/1992 (ora art. 240-bis c.p.). Nel caso di specie la motivazione della sentenza impugnata non ha spiegato il nesso, limitandosi ad affermare che la somma fosse provento; pertanto la Corte annulla la sentenza nella parte relativa alla confisca del denaro e rinvia al G.i.p. di Vasto per nuovo giudizio sul punto, lasciando impregiudicata la restante parte della decisione.
Norme richiamate
art. 444 cod. proc. pen.
Regime della sentenza concordata (patteggiamento); norma richiamata per indicare il tipo di provvedimento impugnato
artt. 81 e 337 cod. pen.
Norme richiamate in relazione ai reati contestati nella sentenza di merito (indicano i titoli di reato contestati all'imputata)
art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990
Norma che disciplina l'illecito penale riguardante la detenzione di sostanze stupefacenti; la Corte precisa che, per i fatti contestati sotto questo comma, la confisca del denaro è ammessa solo se sussiste nesso di pertinenzialità con l'attività di cessione
art. 240 cod. pen.
Regola generale sulla confisca per pertinenzialità; la Corte afferma che è questa la norma cui attenersi per valutare la confisca del denaro nel caso di detenzione ai fini di spaccio
art. 12-sexies D.L. n. 306/1992 (ora art. 240-bis cod. pen.)
Norma speciale richiamata nella giurisprudenza: la Corte chiarisce che, nel caso di cui all'art. 73, comma 5, la confisca non può essere fondata automaticamente su tale disposizione e deve invece rispettare le condizioni dell'art. 240 c.p.
Giurisprudenza: Sez. 4, n. 40912 del 19/09/2016 (Ka, Rv. 267900)
Precedente citato a supporto dell'interpretazione secondo cui la confisca del denaro in materia di stupefacenti richiede il nesso di pertinenzialità e non può essere disposta automaticamente senza motivazione
Massime di principio
- La confisca di denaro rinvenuto in possesso dell'imputato in reati di stupefacenti richiede sempre una motivazione che dimostri il nesso di pertinenzialità fra la somma e l'attività illecita (art. 240 c.p.).
- Non è sufficiente la mera affermazione che la somma costituisca "provento"; il giudice deve esporre elementi di fatto che colleghino il denaro all'attività di spaccio (quantità, modalità di rinvenimento, documentazione di cessioni, scomposizione del possesso, ecc.).
- La confisca non può essere disposta automaticamente richiamando l'art. 12-sexies D.L. 306/1992 (ora art. 240-bis c.p.) quando manchi la verifica delle condizioni richieste dall'art. 240 c.p.
- In un ricorso simile è efficace censurare l'assenza di motivazione specifica sul nesso di pertinenzialità: la Corte di legittimità può annullare la confisca e disporre il rinvio per nuovo giudizio sul punto senza intaccare il resto della condanna.
- Dal punto di vista pratico, per difendersi o per disporre la confisca il giudice/PM dovrebbe cercare elementi oggettivi (es. somme sproporzionate, flussi di denaro, riscontri investigativi su cessioni) per fondare la pertinenzialità; in mancanza di tali elementi la confisca è a rischio di annullamento.
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