Cassazione Penale, Sentenza n. 48551/2022 del 21/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha rilevato l'errore di diritto del Tribunale nel non riconoscere la legittimazione del soggetto al quale il bene è stato sottratto con il sequestro probatorio. La Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Napoli per un nuovo giudizio ai sensi dell'art. 324, comma 5, cod. proc. pen.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di riesame avverso il sequestro probatorio di un'autovettura Peugeot 3008. Il ricorrente sosteneva di essere legittimato a chiedere la restituzione del veicolo nonostante avesse previamente venduto l'auto a Maddalena Castaldo con scrittura privata dell'1.4.2022, poiché al momento del sequestro ne era comunque ancora in possesso. Il Tribunale aveva ritenuto che, risultando dal PRA la vendita, D'Albero non fosse più proprietario e quindi non avesse interesse ad agire; la Procura Generale, nella requisitoria scritta, aveva sottolineato che nel sequestro probatorio può impugnare anche chi ha subito il sequestro indipendentemente dalla titolarità, ma che il ricorrente non aveva allegato l'interesse alla restituzione.
Norme richiamate
art. 355 cod. proc. pen., comma 3
La Corte richiama il principio che alla restituzione può essere legittimato sia chi ha diritto reale sia colui nei cui confronti il sequestro è stato eseguito; cioè la legittimazione non si limita al proprietario formale
art. 325 cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione alla legittimazione a proporre ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del tribunale del riesame: la Corte individua tra i legittimati anche la persona alla quale il bene è stato sottratto con il sequestro probatorio
art. 324 cod. proc. pen., comma 5
Dispositivo richiamato per la competenza e per l'invio degli atti al tribunale competente dopo l'annullamento per nuovo giudizio
art. 23, comma 8, DL 137/2020
Consente la trasmissione della requisitoria scritta da parte della Procura Generale; qui la Procura ha trasmesso la requisitoria con esito favorevole al rigetto, ma la Corte non ha seguito tale conclusione
Massime di principio
- Nel sequestro probatorio la legittimazione ad impugnare spetta anche alla persona alla quale il bene è stato sottratto (detentore/possessore al momento del sequestro), non solo al proprietario formale
- La registrazione formale della proprietà (es. PRA) non esclude automaticamente l'interesse del possessore a chiedere la restituzione: va valutata la situazione di fatto (possessione al momento del sequestro, modalità della vendita e trasferimento)
- Il giudice del riesame non può dichiarare inammissibile l'istanza senza valutare adeguatamente le allegazioni sul possibile interesse del ricorrente; omissioni di questo tipo possono portare all'annullamento in Cassazione
- Chi impugna per la restituzione deve comunque allegare fatti che dimostrino l'interesse (ad es. prova della detenzione al momento del sequestro, titolo di acquisto e circostanze del trasferimento), poiché l'onere probatorio sull'interesse rimane del ricorrente
- Esiste una differenza pratica tra sequestro probatorio e sequestro preventivo: nel probatorio assume rilievo la persona da cui il bene è stato materialmente sottratto; nel preventivo rilevano i profili di pericolo e riguardo alla proprietà e alla gravità indiziaria
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