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Ordinanza

Ordinanza n. 2243/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, a) del provvedimento prot. 4460 del 16.4.2025 del Consolato Generale d’Italia Casablanca a firma del Responsabile del Procedimento, notificato in data 21.11.2025, con il quale è stata rigettata la domanda di visto d’ingresso in Italia ai fini di “Lavoro subordinato” presentata da esso ricorrente in forza di Nulla Osta dello Sportello Unico per l’Immigrazione di Brescia prot. P-BS/L/Q/100799 del 27.7.2022; b) degli altri atti presupposti, consequenziali e/o comunque connessi che incidano sfavorevolmente sulla posizione giuridica del ricorrente, non conosciuti, posti a base del detto diniego, con espressa riserva di motivi aggiunti; Nonché per l’accertamento e conseguente declaratoria della sussistenza di tutti i presupposti per il rilascio del visto d’ingresso in Italia in capo al sig. -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202515419

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha accolto l’istanza cautelare ai soli fini del riesame, ordinando all’amministrazione di rivalutare l’istanza previa acquisizione procedimentale del nulla osta dalla Prefettura di Brescia. Non ha disposto direttamente il rilascio del visto né definito nel merito la legittimità del diniego. Ha rinviato la prosecuzione del giudizio alla camera di consiglio del 7 luglio 2026 e ha riservato la decisione sulle spese al definitivo.

TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto d’ingresso per lavoro subordinato, nonostante il nulla osta dello Sportello Unico per l’Immigrazione di Brescia

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego, notificato il 21 novembre 2025, con cui il Consolato Generale d’Italia a Casablanca ha respinto la domanda di visto d’ingresso per lavoro subordinato presentata sulla base di un nulla osta rilasciato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione di Brescia. Ha chiesto la sospensione cautelare dell’efficacia del diniego, l’annullamento degli atti presupposti e connessi, non conosciuti, con riserva di motivi aggiunti, nonché l’accertamento dei presupposti per il rilascio del visto. Il testo dell’ordinanza non espone specifici motivi di illegittimità articolati dal ricorrente, ma evidenzia la necessità di acquisire procedimentalmente il nulla osta dalla Prefettura di Brescia ai fini del riesame.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo la disciplina delle misure cautelari nel processo amministrativo; l’ordinanza accoglie la richiesta ai fini del riesame.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La disposizione è richiamata quale base per disporre l’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono richiamate, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il giudice amministrativo può accogliere la domanda ai soli fini del riesame, senza sostituirsi all’amministrazione nell’adozione del provvedimento finale.
  • Quando il riesame di una domanda di visto per lavoro subordinato richiede l’acquisizione di un nulla osta prefettizio rilevante per la decisione, l’amministrazione deve procedere a tale acquisizione prima di rivalutare l’istanza.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareEffetto conformativo e riedizione del potere

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