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Sentenza

Sentenza n. 29/2026 - Napoli, Sezione 7

Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: per l’annullamento del provvedimento di diniego del permesso di costruire in sanatoria prot. n. -OMISSIS-, notificato al tecnico incaricato dal ricorrente a mezzo pec in data -OMISSIS-, e di ogni atto, anche endoprocedimentale, comunque non conosciuto, consequenziale, connesso, preordinato e presupposto; Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da -OMISSIS- il 26/5/2023: per l’annullamento della ordinanza di demolizione n. -OMISSIS-, notificata al ricorrente in data -OMISSIS-, e di ogni atto, anche endoprocedimentale, comunque non conosciuto, consequenziale, connesso, preordinato e presupposto

Giustizia amministrativa202205600

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del permesso di costruire in sanatoria e, con motivi aggiunti, ordinanza di demolizione

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva impugnato il diniego del permesso di costruire in sanatoria adottato dal Comune di Striano e, successivamente, aveva esteso il giudizio all'ordinanza di demolizione relativa all'intervento edilizio. Con memoria depositata prima della decisione, ha dichiarato di non avere più interesse alla definizione del giudizio, riferendo di avere presentato una nuova istanza di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36-bis del d.P.R. 380/2001. Il Comune ha chiesto il rigetto, sostenendo che la nuova istanza fosse identica a quella già respinta e impugnata.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Ha ritenuto vincolante la dichiarazione del ricorrente, resa prima che la causa fosse trattenuta in decisione, in applicazione del principio dispositivo che regge il processo amministrativo. La parte mantiene infatti la disponibilità dell'azione fino a tale momento e il giudice non può procedere d'ufficio né sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell'interesse ad agire. La contestazione del Comune sulla sostanziale identità della nuova istanza di sanatoria non è stata esaminata nel merito, poiché non impedisce la presa d'atto della sopravvenuta carenza di interesse. Le spese sono state compensate per la peculiarità della vicenda e per l'esito in rito.

Norme richiamate

  • art. 36-bis d.P.R. 380/2001

    La nuova istanza di accertamento di conformità è stata indicata dal ricorrente come ragione del sopravvenuto venir meno dell'interesse alla decisione, ma il TAR non ne ha esaminato nel merito i presupposti o gli effetti.

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Il ricorso è stato dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento tra le disposizioni processuali applicabili.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione, il ricorrente conserva la disponibilità dell'azione e può dichiarare il sopravvenuto venir meno dell'interesse alla decisione.
  • La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse resa dal ricorrente prima della decisione impone al giudice di dichiarare l'improcedibilità del ricorso, senza che il giudice possa procedere d'ufficio alla verifica dell'interesse o sostituirsi alla parte nella relativa valutazione.
  • La sopravvenuta carenza di interesse determina una pronuncia in rito e preclude l'esame nel merito delle contestazioni, anche quando l'amministrazione sostenga che il fatto sopravvenuto non abbia effettivamente eliminato l'utilità della decisione.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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