Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26407/2024 del 04/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la conferma della condanna per furto in abitazione aggravato. Ha articolato tre motivi: (1) violazione dell'art. 545-bis c.p.p. per omissione dell'avviso alle parti sulla possibilità di applicare una pena sostitutiva (soprattutto in considerazione della trattazione camerale non partecipata) e, connessa, questione di legittimità costituzionale (artt. 3 e 24 Cost.); (2) mancata motivazione sull'esclusione dell'obbligo di dare l'avviso ex art. 545-bis; (3) vizio di motivazione e travisamento probatorio in relazione alla valutazione delle impronte digitali (sostenendo che le impronte fossero state rilevate all'esterno e non all'interno, per cui non provavano l'ingresso in abitazione).

La decisione

Il ricorso è stato respinto. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile per violazione del principio di autosufficienza del ricorso, poiché la ricorrente non ha indicato né allegato gli atti (consulenza o documentazione) dai quali dedurre che le impronte fossero state rilevate all'esterno. I primi due motivi sono infondati: la normativa di favore introdotta dal d.lgs. n.150/2022 si applica ai procedimenti pendenti, ma l'art. 545-bis c.p.p. obbliga il giudice a dare avviso alle parti solo "sempre che ricorrano le condizioni per la sostituzione"; quindi non esiste un obbligo automatico di avviso per ogni condanna inferiore a quattro anni. Il giudice di merito può valutare sommariamente l'insussistenza dei presupposti (incluso l'esercizio del potere discrezionale di cui all'art. 58 della legge n. 689/1981) e omettere l'avviso se ritiene che la sostituzione non sia possibile; nel caso concreto la Corte di merito ha ritenuto incompatibili i precedenti gravemente reiterati dell'imputata con la misura sostitutiva. Inoltre, la mancata richiesta della sostituzione da parte dell'appellante esclude l'obbligo di specifica motivazione da parte della Corte d'appello. È stata altresì disposta la condanna alle spese processuali ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    il giudice della condanna dà avviso alle parti, funzionale al procedimento di sostituzione della pena, subito dopo la lettura del dispositivo sempre che ricorrano le condizioni per la sostituzione

    L'obbligo di dare avviso sorge solo se il giudice, anche con una delibazione sommaria, ritiene sussistenti le condizioni per la sostituzione; non è un obbligo automatico per tutte le condanne inferiori a quattro anni.

  • art. 58 legge n. 689/1981

    Attribuisce al giudice un potere discrezionale nell'applicazione delle pene sostitutive; tale discrezionalità è parte delle condizioni cui si riferisce l'art. 545-bis per l'obbligo di avviso.

  • art. 53 legge n. 689/1981

    Elenca le tipologie di pene sostitutive (es. semilibertà, detenzione domiciliare, lavoro di pubblica utilità) potenzialmente applicabili in luogo delle pene detentive brevi.

  • art. 59 legge n. 689/1981

    Individua cause ostative all'applicabilità delle pene sostitutive; la Corte ha ritenuto che i gravi e reiterati precedenti dell'imputata rappresentassero un elemento impeditivo.

  • d.lgs. n. 150/2022 (art. 95, disciplina transitoria)

    Le nuove disposizioni più favorevoli si applicano anche ai procedimenti pendenti in primo grado o in appello alla data di entrata in vigore; ciò ha reso astrattamente possibile la sostituzione nel caso, ma non ha eliminato la discrezionalità del giudice circa l'avviso e la concessione della misura.

  • art. 165-bis disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al principio di autosufficienza del ricorso in cassazione e all'onere di indicare e allegare gli atti ritenuti indispensabili.

  • artt. 3 e 24 Cost.

    La censura di incostituzionalità è stata ritenuta priva di rilevanza: il meccanismo legislativo non discrimina tra udienze partecipate e non partecipate nell'obbligo di avviso, poiché l'obbligo stesso è condizionato dalla sussistenza oggettiva dei presupposti per la sostituzione.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese del ricorso rigettato; la sentenza ha imposto la condanna dell'istante al pagamento delle spese processuali.

Massime di principio

  • L'obbligo di avviso ex art. 545-bis c.p.p. sopravviene solo se il giudice ritiene, anche a sommaria valutazione, che ricorrano le condizioni per la sostituzione della pena: non è automatico per ogni condanna sotto i quattro anni.
  • La discrezionalità riconosciuta all'organo giudicante (art. 58 l. 689/1981) è parte integrante della valutazione dei presupposti per l'avviso; un giudice può omettere l'avviso se ritiene, in base ai criteri di legge, che la misura non sia applicabile.
  • Se l'appellante non solleva o non richiede l'applicazione della pena sostitutiva nel corso del giudizio d'appello, la Corte d'appello non è obbligata a motivare l'omissione dell'avviso in assenza di specifica sollecitazione.
  • Le modifiche normative più favorevoli si applicano ai procedimenti pendenti per effetto della disciplina transitoria, ma ciò non elimina le condizioni soggettive e discrezionali che regolano l'effettiva applicazione delle pene sostitutive.
  • In cassazione il principio di autosufficienza impone di indicare e, se necessario, allegare le prove o i documenti decisivi (es. consulenze tecniche) posti a fondamento della censura: la loro mancata indicazione può comportare l'inammissibilità del motivo.
  • Una contestazione sulla valutazione del materiale probatorio che richieda rivalutazione degli elementi è, di regola, inammissibile in sede di legittimità, salvo che non si indichi e si produca il specifico atto che dimostra l'errore.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.