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Ordinanza

Ordinanza n. 17/2026 - Trieste, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia del diniego di conversione del permesso di soggiorno per motivi di protezione sussidiaria in un permesso di soggiorno come soggiornante di lungo periodo UE, comunicato a mezzo pec dalla Questura in data 1.11.2025

Giustizia amministrativa202600059

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Friuli Venezia Giulia - Trieste, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno per motivi di protezione sussidiaria in permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego, comunicato dalla Questura tramite PEC, della conversione del proprio permesso di soggiorno per motivi di protezione sussidiaria in un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, chiedendo anche la sospensione cautelare dell'efficacia dell'atto. Il testo dell'ordinanza non espone i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso, né le specifiche censure rivolte al diniego. Il TAR ha ritenuto necessario acquisire una dettagliata e documentata relazione del Ministero dell'Interno per ricostruire più chiaramente il quadro fattuale.

La decisione

Il TAR ha ritenuto la propria giurisdizione e competenza, ha accolto l'istanza cautelare e ha sospeso l'efficacia del diniego impugnato in considerazione del periculum rappresentato dal ricorrente. Non è stata svolta una valutazione definitiva sul merito né sono stati esaminati specifici motivi di illegittimità. Ai fini della decisione, il Ministero dell'Interno è stato onerato di depositare una dettagliata e documentata relazione entro 15 giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione dell'ordinanza. È stata fissata l'udienza pubblica del 6 maggio 2026 per la trattazione del merito. La liquidazione delle spese è stata differita alla decisione definitiva.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base della tutela cautelare collegiale richiesta dal ricorrente.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamata quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale in materia di protezione dei dati personali, a sostegno dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il giudice amministrativo può sospendere l'efficacia dell'atto impugnato quando ravvisi un periculum rappresentato dalla parte ricorrente, anche disponendo contestualmente approfondimenti istruttori necessari alla ricostruzione del quadro fattuale.
  • Quando la ricostruzione dei fatti non è sufficientemente chiara ai fini della decisione, il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione il deposito di una relazione dettagliata e documentata entro un termine stabilito nell'ordinanza.
  • La sospensione cautelare dell'atto non definisce il merito della controversia; la liquidazione delle spese può essere differita alla fase della decisione definitiva.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelareIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareIncompetenzaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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