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Sentenza

Sentenza n. 5639/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'accertamento dell’illegittimità del silenzio formatosi sull’istanza di accesso agli atti presentata dal ricorrente in data 28.07.2025 all’Ambasciata d’Italia a Islamabad.

Giustizia amministrativa202510733

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio-diniego formatosi sull’istanza di accesso agli atti relativa alla pratica di visto per lavoro subordinato

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (richiedente visto)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, dopo avere presentato domanda di visto per lavoro subordinato presso gli uffici dell’agenzia esterna incaricata dall’Ambasciata d’Italia a Islamabad, presentava un’istanza di accesso ai sensi dell’art. 22 della l. n. 241/1990, chiedendo informazioni sullo stato della pratica e copia degli atti del fascicolo. Decorso inutilmente il termine di trenta giorni, impugnava il silenzio formatosi sull’istanza, chiedendo l’accertamento della sua illegittimità e l’ordine di esibizione della documentazione. Nel corso del giudizio, l’Amministrazione rappresentava che la domanda di visto non era lavorabile poiché il nulla osta risultava sospeso ai sensi dell’art. 3 del d.l. n. 145/2024, convertito dalla l. n. 187/2024, e depositava documentazione attestando che gli atti in possesso della sede diplomatica erano stati trasmessi al difensore del ricorrente.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., ritenendo che la trasmissione al difensore della documentazione in possesso della sede diplomatica avesse determinato il pieno soddisfacimento della pretesa di accesso azionata. Le spese di lite sono state compensate in ragione del comportamento collaborativo dell’Amministrazione. Il Ministero è stato tuttavia condannato a restituire al ricorrente le somme eventualmente versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 22 l. 241/1990

    istanza di accesso ai sensi dell’art. 22 della l. n. 241/1990

    La disposizione costituisce la base normativa dell’istanza di accesso agli atti presentata dal ricorrente.

  • art. 3 d.l. 145/2024, convertito dalla l. 187/2024

    il nulla osta rilasciato al predetto risulta essere sospeso ai sensi dell’art. 3 del d.l. 145/2024 (conv. con mod. in l. 187/2024)

    La sospensione del nulla osta è indicata dall’Amministrazione come ragione per cui la domanda di visto non era lavorabile; tale profilo non è oggetto di autonoma decisione nel giudizio.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    sussistano i presupposti per definire integralmente la controversia ai sensi dell’art. 34, co. 5, c.p.a.

    La sopravvenuta soddisfazione della pretesa azionata consente di definire il giudizio dichiarando la cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Nel giudizio proposto contro il silenzio formatosi su un’istanza di accesso, la trasmissione al richiedente della documentazione detenuta dall’amministrazione e oggetto della richiesta determina il pieno soddisfacimento della pretesa e comporta la cessazione della materia del contendere.
  • La cessazione della materia del contendere può essere dichiarata quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione adotta una condotta satisfattiva che elimina integralmente l’utilità concreta perseguita dal ricorrente.
  • Anche in caso di cessazione della materia del contendere, il giudice può compensare le spese in considerazione del comportamento collaborativo dell’amministrazione, disponendo tuttavia la restituzione al ricorrente del contributo unificato eventualmente versato.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTrasparenza e pubblicità

Testo integrale

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