Cassazione Penale, Sentenza n. 40612/2024 del 05/11/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la confisca delle somme in sequestro disposta nella sentenza di patteggiamento, denunciando difetto di motivazione: mancava l'indicazione del nesso di pertinenza tra il denaro sequestrato e l'attività delittuosa e le ragioni che rendessero necessaria la confisca (ossia perché le somme dovessero essere considerate prezzo/prodotto/profitto e sottratte alla disponibilità dell'imputato).
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso limitatamente alla confisca. Ha ritenuto che, pur essendo possibile la confisca facoltativa del denaro che rappresenta il profitto della cessione di stupefacenti, la sentenza impugnata si è limitata ad un'affermazione generica (definendo le somme come "prezzo-prodotto-profitto") senza fornire una motivazione adeguata e specifica sul nesso di pertinenza. Di conseguenza la Corte ha annullato la sentenza nella parte relativa alla confisca e ha rinviato al Tribunale di Fermo, Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, per un nuovo giudizio su quel punto.
Norme richiamate
art. 444 cod. proc. pen.
Disciplina dell'accordo (patteggiamento): il giudice omologa l'accordo di determinazione della pena tra le parti; la confisca può comunque essere disposta nel contesto del patteggiamento se adeguatamente motivata.
artt. 81, 99, 110 cod. pen.
Norme sostanziali e recidiva/concause rilevanti ai fini della determinazione della pena indicate nei capi di imputazione; citate come riferimenti alle qualificazioni penali dei fatti.
art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309
Prevede le sanzioni per il traffico di stupefacenti; secondo la giurisprudenza citata, in tema di patteggiamento il giudice può disporre la confisca facoltativa del denaro che rappresenta il profitto ricavato dalla cessione di sostanze stupefacenti, purché vi sia adeguata motivazione che dimostri il nesso di pertinenza con il reato.
artt. 337, 110 cod. pen.
Ulteriori norme penali menzionate nei capi di imputazione relative ai fatti contestati; citate per completezza delle imputazioni oggetto del patteggiamento.
Giurisprudenza (Sez. 3, n. 2444 del 23/10/2014, Anibaldi, Rv. 262399)
Principio richiamato: la confisca del denaro, quale profitto della cessione di stupefacenti, è ammissibile nel patteggiamento ma richiede motivazione adeguata che colleghi le somme al reato e giustifichi la sottrazione alla disponibilità del colpevole per impedire il compimento di nuovi fatti criminosi.
Massime di principio
- In caso di patteggiamento, la confisca facoltativa di somme ritenute provento di spaccio è possibile ma richiede una motivazione specifica e circostanziata che dimostri il nesso di pertinenza tra le somme e l'attività illecita.
- Una motivazione generica che dichiari le somme "prezzo-prodotto-profitto" senza indicare elementi di fatto o indizi che colleghino quelle somme al reato è insufficiente e può determinare annullamento in Cassazione limitatamente alla misura ablativa.
- Il Giudice che dispone la confisca deve spiegare in modo comprensibile perché le somme devono essere sottratte alla disponibilità dell'imputato (es. elementi probatori che dimostrino origine illecita, modalità di rinvenimento, collegamento con operazioni di cessione), per prevenire la possibilità di nuovi reati.
- Se la confisca viene annullata, il giudice rimettente deve riesaminare la questione con motivazione puntuale; l'annullamento non incide automaticamente sulle altre statuizioni concordate nel patteggiamento, salvo diversa decisione.
- Chi impugna la confisca ha buone probabilità di successo se dimostra l'assenza di elementi concreti e specifici posti a fondamento del nesso pertinenziale; d'altro canto, l'onere probatorio sui collegamenti patrimoniali grava sostanzialmente sulla parte che ne chiede la sottrazione.
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