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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12879/2024 del 10/05/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (utente)

La controversia

La controversia trae origine da una domanda di rimborso delle quote di tariffa di depurazione percepite in relazione a un servizio idrico integrato ritenuto non reso in modo appropriato. La società gestore del servizio idrico ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza del Tribunale di Genova che aveva applicato la disciplina in tema di depurazione e di tariffa, ritenendo dovuto il rimborso in favore dell'utente. Con il ricorso principale la società ha poi depositato rinuncia ex art. 390 c.p.c., dichiarando di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio. La società controinteressata ha proposto ricorso incidentale articolato in sei motivi: ha denunciato, in sintesi, violazione delle norme del Testo unico ambientale e della disciplina attuativa della quota di depurazione, sostenendo che il giudice di merito avrebbe errato nel ritenere applicabile la normativa nazionale e comunitaria, nel qualificare la tariffa come corrispettivo del servizio, nel valutare la prova circa l'avvio e il completamento delle procedure di affidamento della progettazione e il rispetto dei tempi programmati, nel confermare che l'impianto con solo trattamento primario non rispetta la disciplina applicabile, e nell'escludere la prescrizione quinquennale invocata dalla parte ricorrente, ritenendo invece applicabile quella decennale.

La decisione

La Corte ha dichiarato estinto il giudizio principale limitatamente alla ricorrente principale, a seguito della rinuncia al ricorso ex art. 390 c.p.c. non accettata dalle altre parti. Ha poi rigettato il ricorso incidentale, ritenendo i motivi in parte inammissibili e in parte infondati. Nel merito ha confermato l'orientamento secondo cui la quota di tariffa di depurazione è esigibile solo se il servizio è effettivamente e appropriatamente reso secondo gli standard di qualità previsti; in caso contrario, il servizio deve considerarsi non reso e gli utenti non sono tenuti alla relativa quota. Ha inoltre ribadito che al rimborso degli importi indebitamente corrisposti si applica il termine ordinario di prescrizione decennale, limitatamente al periodo in cui il servizio deve considerarsi non reso. Le spese del giudizio di cassazione tra le due ricorrenti sono state compensate per giusti motivi, mentre le spese in favore del controricorrente sono state poste solidalmente a carico delle ricorrenti.

Norme richiamate

  • art. 390 c.p.c.

    La rinuncia al ricorso principale, non accettata dalle altre parti, ha determinato l'estinzione del giudizio principale limitatamente alla ricorrente che vi ha rinunciato.

  • art. 360, comma 1, n. 3) c.p.c.

    È il parametro formale per le censure di violazione o falsa applicazione di legge prospettate nel ricorso incidentale.

  • art. 360, comma 1, n. 5) c.p.c.

    È stato invocato per dedurre omesso esame di documenti, ma i motivi sono stati ritenuti in parte inammissibili e in parte infondati.

  • artt. 74, 101 e 105 del D.lgs. 152/2006

    Richiamati per sostenere che la disciplina applicabile alla depurazione andasse letta in coerenza con le norme ambientali sugli scarichi e sul trattamento delle acque reflue urbane.

  • art. 2 del D.M. 30 settembre 2009 n. 102

    Richiamato come norma attuativa della disciplina sulla quota di depurazione.

  • artt. 1175, 1218, 1374, 1375, 1453, 1559 e 2033 c.c.

    Invocati per contestare l'inadempimento e per sostenere l'assenza di presupposti per la ripetizione delle somme; la Corte ha confermato che la quota non è dovuta se il servizio di depurazione non è reso appropriatamente.

  • artt. 105, 154 e 155 del D.lgs. 152/2006

    Richiamati per la disciplina del servizio di depurazione e della tariffa nel sistema del Testo unico ambientale.

  • art. 113 c.p.c.

    Invocato nei motivi di ricorso incidentale insieme a censure sostanziali sulla tariffa e sulla prova.

  • artt. 141, 147, 149, 154 e 155 del D.lgs. 152/2006

    Richiamati per contestare l'inquadramento del servizio idrico integrato e della tariffa di depurazione.

  • art. 4 della Legge Regionale n. 29/2007

    Richiamato con riferimento alla disciplina regionale applicabile al servizio.

  • art. 8-sexies del D.L. 30 dicembre 2008, n. 208, convertito dalla L. n. 13/2009

    Norma centrale, interpretata nel senso che la tariffa di depurazione è dovuta solo se la depurazione è effettivamente e appropriatamente resa secondo gli standard di qualità, con riconoscimento del diritto alla ripetizione per il periodo in cui il servizio deve considerarsi non reso.

  • art. 154 del D.Lgs. 152/2006

    Richiamato come disposizione sulla tariffa del servizio idrico integrato e sulla depurazione.

  • art. 2948 c.c.

    La Corte ha escluso l'applicazione della prescrizione quinquennale prospettata dalla parte ricorrente, ritenendo invece applicabile il termine ordinario decennale.

Massime di principio

  • La quota di tariffa per il servizio di depurazione è dovuta solo quando il servizio sia effettivamente prestato in modo appropriato e conforme agli standard di qualità previsti dalla disciplina ambientale; in difetto, il servizio deve considerarsi non reso ai fini della debenza della quota.
  • La tutela dell'utente non dipende solo dall'assenza materiale dell'impianto di depurazione o dalla sua inattività temporanea, ma si estende a tutte le ipotesi in cui il gestore non eroghi un servizio di depurazione appropriato.
  • In caso di pagamento della quota di depurazione per un servizio non reso, l'utente può chiederne la ripetizione entro il termine di prescrizione ordinario decennale, limitatamente al periodo in cui il servizio deve intendersi inesistente o inidoneo.
  • Quando il giudizio principale viene abbandonato con rinuncia al ricorso non accettata, l'estinzione opera solo per la parte rinunciante, mentre il ricorso incidentale può essere deciso autonomamente.
  • Le censure che mirano a sovvertire l'accertamento di merito sulla qualità del servizio e sulla prova dell'avvenuta erogazione sono inammissibili o infondate se contrastano con il principio già affermato dalla Corte sulla non debenza della tariffa in assenza di depurazione appropriata.

Come è indicizzato

MaterieInadempimentoRiscossioneSpese di lite
RamiObbligazioniProcesso civileEsecuzioni
IstitutiOnere della provaPrescrizioneRisoluzione del contratto

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