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Sentenza

Sentenza n. 186/2026 - Trieste, Sezione 1

per l'annullamento  nei limiti dell'interesse, della delibera del Consiglio Comunale di Staranzano n. 8 del 7 maggio 2025, recante "Variante n. 18 al PRGC del Comune di Staranzano di conformazione al Piano Paesaggistico Regionale (PPR) – Adozione", pubblicata sul Bollettino Ufficiale Regionale del Friuli Venezia Giulia n. 24 dell'11 giugno 2025, e del relativo "Avviso di pubblicazione e deposito variante urbanistica n. 18 Piano Regolatore Generale Comunale" adottato dal Comune di Staranzano, Area Pianificazione e Sviluppo, U.O. Urbanistica ed Edilizia Privata in data 12 giugno 2025, nonché di tutti gli elaborati richiamati dalla suindicata delibera del Consiglio Comunale di Staranzano n. 8 del 7 maggio 2025 quali "elementi costitutivi della Variante in argomento e quale parte integrante del presente atto";  nonché di tutti gli atti ad essi presupposti, connessi e consequenziali, ancorché non conosciuti, ivi compresi: - la delibera della Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia n. 966 dell'11 luglio 2025, recante "LR 5/2007, art. 63 bis, comma 12. Variante n. 18 al Piano Regolatore Generale Comunale del Comune di Staranzano di conformazione al Piano Paesaggistico Regionale: assenza di riserve regionali vincolanti" e il Parere n. 9/2025 formulato dalla Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, Direzione centrale infrastrutture e territorio, Servizio Pianificazione Territoriale e Paesaggistica allegato alla suddetta delibera; - lo "Avviso avvio Valutazione ambientale strategica relativa all’adozione della variante n. 18 al Piano regolatore comunale generale”, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia n. 30 del 23 luglio 2025 e sull’Albo pretorio del Comune di Staranzano dal 31 luglio 2025 al 15 settembre 2025; - ove occorrer possa, il verbale della prima seduta di conferenza di servizi del 28 settembre 2023, convocata dal Comune di Staranzano con nota prot. 10577 del 28 agosto 2023; - ove occorrer possa, il verbale della seconda seduta di conferenza di servizi del 7 novembre 2023, convocata dal Comune di Staranzano con nota prot. 13172 del 25 ottobre 2023; - ove occorrer possa, il parere positivo n. 18/2024 (acquisito dal Comune di Staranzano al prot. n. 4699 del 3 aprile 2024) formulato dal Servizio Geologico della Regione Friuli Venezia Giulia e le successive precisazioni al suindicato parere acquisite dal Comune di Staranzano al prot. n. 14128 del 28 ottobre 2024;

Giustizia amministrativa202500460

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Friuli Venezia Giulia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: delibera consiliare di adozione della variante n. 18 al PRGC di Staranzano, di conformazione al Piano Paesaggistico Regionale, con gli atti connessi e presupposti

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato la variante urbanistica e gli atti del relativo procedimento, deducendo la violazione di diverse disposizioni di legge e l'eccesso di potere sotto plurimi profili. Sosteneva di essere interessata alla realizzazione di un impianto fotovoltaico di potenza nominale pari a 96,4768 MW e delle relative opere di connessione sulle aree interessate dalla variante. Il Comune ha eccepito, in via preliminare, l'irricevibilità del ricorso e l'inammissibilità per carenza di legittimazione e interesse a ricorrere, rilevando che la società non era proprietaria delle aree, non aveva ancora acquisito diritti reali su di esse, non aveva presentato istanze edilizie o autorizzatorie e non aveva formalizzato un cronoprogramma incompatibile con i tempi della variante. Nel merito, il Comune e le amministrazioni statali costituite hanno contestato la fondatezza delle censure.

La decisione

Il TAR ha respinto l'eccezione di irricevibilità. Ha ritenuto che, ai sensi dell'art. 63-bis, commi 9 e 10, della l.r. FVG n. 5/2007, la pubblicazione dell'avviso sul BUR integri il presupposto della conoscenza legale della variante e costituisca il momento dal quale decorre il termine per impugnarla. Il ricorso è stato tuttavia dichiarato inammissibile per difetto sia di legittimazione sia di interesse a ricorrere, con conseguente mancato esame delle censure di merito. L'azione di annullamento richiede una posizione qualificata e differenziata, collegata al bene della vita coinvolto dall'esercizio del potere, nonché una lesione concreta e attuale dalla quale il ricorrente possa ricavare un'utilità effettiva in caso di annullamento. In materia urbanistica, tale collegamento normalmente deriva dalla titolarità dell'area o da una situazione stabile di relazione con essa, accompagnata da ricadute concrete e lesive delle previsioni urbanistiche. Nel caso concreto, la società disponeva soltanto di un preliminare avente natura obbligatoria e non reale, sottoposto a condizione sospensiva e destinato a perdere efficacia in mancanza del suo avveramento entro il termine previsto. Non risultava provato né l'avveramento o l'imminenza della condizione, né la proroga del termine, né la concreta possibilità di stipulare il contratto definitivo e acquisire i diritti di superficie e di servitù. La società non aveva quindi un durevole rapporto con le aree né il potere di goderne. Gli interventi meramente preparatori dichiarati dalla ricorrente non erano idonei a radicare legittimazione e interesse, anche perché non risultava che il Comune ne fosse stato informato prima del giudizio. Il TAR ha applicato l'art. 35, comma 1, lett. b), c.p.a. e ha condannato la ricorrente al pagamento di complessivi euro 6.000 di spese, euro 3.000 ciascuno, in favore del Comune e del Ministero della Cultura-Soprintendenza.

Norme richiamate

  • art. 63-bis, commi 9 e 10, l.r. FVG 23 febbraio 2007, n. 5

    "Lo strumento urbanistico generale adottato, dopo la pubblicazione di cui al comma 9, è depositato presso il Comune per la durata di trenta giorni effettivi, affinché chiunque possa prenderne visione."

    La sequenza dell'invio della variante alla Regione e della pubblicazione dell'avviso sul BUR concorre al perfezionamento del procedimento e la pubblicazione integra il presupposto della conoscenza legale della variante, facendo decorrere il termine per l'impugnazione.

  • art. 24, comma 1, Costituzione

    "tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi"

    La tutela giurisdizionale presuppone la titolarità di una posizione soggettiva effettivamente tutelabile.

  • art. 39 c.p.a.

    Opera il rinvio esterno alle disposizioni del codice di procedura civile rilevanti per il processo amministrativo, tra cui l'art. 100 c.p.c. sulle condizioni dell'azione.

  • art. 100 c.p.c.

    "per proporre una domanda o per resistere alla stessa occorre avere un interesse"

    L'azione richiede un interesse processuale concreto, collegato a una lesione della posizione sostanziale e a un'utilità effettivamente conseguibile mediante la pronuncia giudiziale.

  • art. 35, comma 1, lett. b), c.p.a.

    Il ricorso è dichiarato inammissibile per difetto delle condizioni dell'azione, nella specie per mancanza di legittimazione e interesse a ricorrere.

Massime di principio

  • L'azione di annullamento nel processo amministrativo è ammissibile solo quando il ricorrente dimostri sia la legittimazione, derivante dalla titolarità di una posizione qualificata e differenziata correlata al rapporto controverso, sia l'interesse a ricorrere, consistente nella lesione concreta e attuale della posizione e nella possibilità di ottenere un'utilità effettiva dall'annullamento dell'atto.
  • L'impugnazione di uno strumento urbanistico generale o di una variante richiede, di regola, uno stabile collegamento del ricorrente con l'area interessata e una ricaduta concreta e lesiva delle previsioni urbanistiche sulla sua sfera giuridica; non è sufficiente un interesse meramente eventuale o preparatorio.
  • Un contratto preliminare avente natura soltanto obbligatoria, non traslativo di diritti reali, sottoposto a condizione sospensiva e non accompagnato dalla prova del suo avveramento, della proroga del termine o della concreta stipulabilità del contratto definitivo, non dimostra da solo uno stabile collegamento con le aree interessate da una variante urbanistica.
  • La pubblicazione dell'avviso prevista dalla disciplina regionale del procedimento di adozione della variante urbanistica costituisce il momento della conoscenza legale dell'atto e fa decorrere il termine per la sua impugnazione.

Come è indicizzato

MateriePiani regolatori e variantiLegittimazione e interesse a ricorrereTermini e notificazione del ricorso
RamiUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereDecadenza e tardività

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