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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36055/2025 del 05/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'annullamento della sentenza di assoluzione emessa in primo grado per il reato di tentata concussione (art. 56, 317 c.p.), con il motivo principale incentrato sul vizio di motivazione e sull'omessa applicazione del canone "oltre ogni ragionevole dubbio" e, in caso di overturning in malam partem, sull'onere di motivazione rafforzata ex art. 603 c. 3-bis c.p.p. per la rinnovazione dell'istruzione quando la riforma sia basata su diversa valutazione dell'attendibilità di prove dichiarative (in particolare la diversa valutazione delle dichiarazioni del teste diretto Daniele Tamburro rispetto a quelle de relato della parte civile e della figlia). Si censura inoltre l'errata valutazione della legittimità dell'ordinanza di sospensione dei lavori e la dedotta illiceità dell'operato del sindaco quale prova indiretta della concussione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte di appello di Campobasso. La Corte ha ritenuto che la riforma in appello si sia basata su una diversa valutazione dell'attendibilità delle dichiarazioni del teste diretto senza aver correttamente rinnovato l'istruttoria né aver confutato in modo specifico e logico la motivazione del giudice di primo grado. Ha inoltre ritenuto che la mera illegittimità amministrativa dell'ordinanza non fornisse prova sufficiente della consapevolezza dolosa o della condotta intimidatoria necessaria per integrare la concussione tentata; mancando ulteriori elementi probatori rilevanti, la Cassazione ha pronunciato l'accoglimento del ricorso e l'annullamento senza rinvio ai sensi dell'art. 620, comma 1, lett. l) c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen.

    Regola la punibilità del tentativo: la Corte ha valutato che non sussistesse prova certa della condotta tentata di concussione a causa della carenza probatoria sulla coercizione/intimidazione.

  • art. 317 cod. pen.

    Norma sulla concussione; la sentenza di appello aveva ritenuto integrata la fattispecie a fini civili, ma la Cassazione ha escluso che emergesse prova sufficiente della condotta criminosa.

  • art. 603, comma 3-bis c.p.p.

    Norma richiamata in tema di rinnovazione dell'istruttoria in caso di riforma basata su diversa valutazione della prova dichiarativa; la Corte ha affermato l'obbligo di rinnovazione e di motivazione sovrapposta e specifica quando la riforma si fonda su diverso apprezzamento dell'attendibilità delle testimonianze.

  • art. 573, comma 1-bis c.p.p. (richiamato contestualmente al d.lgs. 150/2022)

    Richiamata per escludere la sua applicabilità al caso, dato che la costituzione di parte civile era avvenuta prima della data di entrata in vigore della modifica normativa; la Corte ha quindi applicato la disciplina previgente.

  • art. 620, comma 1, lett. l) c.p.p.

    Consente alla Corte di Cassazione, quando risulti ormai priva di adeguato supporto probatorio la tesi accusatoria e non vi siano elementi da valutare in merito, di annullare senza rinvio con pronuncia liberatoria; la Corte l'ha applicata per annullare la sentenza impugnata e dichiare l'assenza di responsabilità penale.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (art. 33) - richiamato

    Citato per spiegare l'indifferenza applicativa della norma processuale innovata rispetto alla fattispecie, in quanto la costituzione di parte civile era anteriore all'entrata in vigore della riforma.

Massime di principio

  • Se la riforma di una sentenza di assoluzione in appello si fonda su un diverso apprezzamento dell'attendibilità di una prova dichiarativa ritenuta decisiva, il giudice d'appello è obbligato a rinnovare l'istruttoria o a motivare in modo specifico e logico le ragioni per cui la motivazione di primo grado è da ritenersi incompleta o incoerente.
  • La mera illegittimità amministrativa di un atto (es. ordinanza comunale) non è di per sé prova sufficiente della consapevolezza dolosa o della condotta intimidatoria necessaria per integrare reati come la concussione; è necessaria una stringente prova del nesso psicologico e dell'elemento soggettivo.
  • In presenza di contraddizioni tra testimonianze de relato e deposizioni di testimoni a diretta conoscenza, il giudice deve valutare con attenzione la preferibilità delle fonti dirette; l'accettazione di versioni de relato richiede adeguata motivazione quando contrasta con dichiarazioni dirette e documentali.
  • Quando in sede di legittimità risulta che non vi sono ulteriori elementi probatori da esaminare e la tesi accusatoria è priva di supporto probatorio sufficiente, la Corte di Cassazione può annullare senza rinvio con pronuncia liberatoria (art. 620 c.p.p.), evitando inutili rinnovazioni istruttorie.
  • Le modifiche normative processuali (es. interventi legislativi successivi) si applicano soltanto se la fattispecie rientra nei termini temporali previsti; altrimenti si applica la disciplina previgente, con possibili effetti sulla possibilità di impugnazione da parte della parte civile.

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