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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16983/2022 del 02/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione in Cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Milano (25/03/2021) con cui Cademartori era stato riconosciuto colpevole, tra l'altro, di partecipazione ad associazione finalizzata al traffico internazionale di cocaina (art. 74 D.P.R. 309/1990) e di più importazioni di ingenti quantitativi di cocaina (art. 73 D.P.R. 309/1990). I ricorsi (presentati dai difensori Sommovigo e Sènes) censuravano principalmente: la mancata distinzione tra attività lecita e struttura associativa (cioè la tesi delle "società di comodo"), la carenza e l'inadeguatezza della prova indiziaria (violazione art. 192 c.p.p.), contraddizioni nelle motivazioni, la mancanza dell'elemento soggettivo/dolo e dell'apporto causale ai reati di importazione (art. 110 c.p.), nonché il possibile conflitto con pronunce assolutorie rese in procedure connesse (rischio di contrasto di giudicati).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi parzialmente fondati solo con riferimento a due delle importazioni contestate nel capo b) (quelle dell'ottobre e del dicembre 2017): ha annullato la sentenza con rinvio limitatamente a quegli episodi, disponendo nuovo esame in ordine a quegli specifici fatti perché la motivazione di merito non ha adeguatamente considerato la pronuncia assolutoria resa in giudizio connesso e non ha giustificato il mancato esame dell'incidenza di quel provvedimento. Per il resto i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili o manifestamente infondati: confermata la condanna per il reato associativo (capo a) e confermata la responsabilità per l'importazione e sequestro avvenuti nel marzo 2018 (terzo episodio). La pena complessiva risultante in sede d'appello (6 anni di reclusione e interdizione temporanea dai pubblici uffici, con riqualificazione di talune imputazioni) è stata in gran parte mantenuta, salvo la parte annullata con rinvio.

Norme richiamate

  • D.P.R. 309/1990, art. 74

    art. 74, comma secondo, D.P.R. 309/1990

    La Corte conferma che per il reato associativo non è necessaria una vasta struttura gerarchica: è sufficiente una struttura, anche rudimentale, con predisposizione di mezzi e divisione di ruoli, stabile nel tempo e idonea a realizzare un programma criminoso indeterminato nel settore degli stupefacenti.

  • D.P.R. 309/1990, art. 73

    art. 73 (reati di traffico/importazione di stupefacenti), comma 1 bis e 6

    Riguarda i reati "scopo" (importazione/cessione di stupefacenti). La sentenza valorizza la reiterazione del modus operandi e il rinvenimento effettivo della droga (marzo 2018) come elementi probatori decisivi; tuttavia la Corte riconosce che, se per due episodi gli elementi indiziari sono contraddetti da pronunce conclusive in giudizi connessi, è necessaria rivalutazione.

  • Codice Penale, art. 110

    Richiama i criteri per la partecipazione nel concorso di persone nel reato: la Cassazione osserva che non basta la mera presenza fisica per integrare un contributo rilevante all'importazione già consumata; occorre individuare un apporto causale effettivo.

  • Codice di Procedura Penale, art. 192

    Principio sulla prova indiretta: gli indizi devono essere "gravi, precisi e concordanti". La Corte ha applicato questo principio selettivamente: ha ritenuto adeguati gli indizi connessi al marzo 2018 ma ha ordinato rinvio per due episodi (ottobre e dicembre 2017) perché la prudente considerazione di una sentenza connessa assolutoria poteva incidere sulla valutazione indiziaria.

  • Codice di Procedura Penale, art. 630, lett. A

    art. 630, lett. A) c.p.p.

    Richiamato nei termini di incompatibilità tra fatti accertati in diverse sentenze; la Corte segnala che decisioni penali confliggenti devono essere considerate per valutare l'effetto sul giudicato.

  • D.Lgs./Legge n. 146/2006 (L. 16 marzo 2006, n. 146)

    Normativa che aggravava la fattispecie per transnazionalità. Citata come circostanza aggravante/elemento descrittivo dell'associazione transnazionale.

  • Codice di Procedura Penale, art. 299

    Richiamato in relazione all'acquisizione di pronunce connesse durante il processo d'appello e alla necessità che il giudice valutasse l'incidenza di quelle pronunce sulle proprie conclusioni.

Massime di principio

  • Per configurare l'associazione finalizzata al narcotraffico non è necessario un'organizzazione complessa: anche una struttura "rudimentale" con mezzi dedicati, ruoli e ripetizione di un modus operandi può essere sufficiente.
  • L'utilizzo di un'attività lecita come "copertura" non esclude di per sé il reato associativo: il giudice valuta se quella struttura lecita è strumentalizzata stabilmente e in modo idoneo al programma criminoso.
  • La prova indiziaria va valutata secondo i criteri dell'art. 192 c.p.p. (gravi, precisi e concordanti). Se pronunce intervenute in procedimenti connessi contengono valutazioni incompatibili, il giudice deve spiegare perché esse non incidono o, se occorre, disporre un rinvio/nuova valutazione.
  • La mera presenza fisica dell'imputato su luoghi legati all'operazione non basta a provare il concorso o l'apporto causale: è necessario dimostrare un contributo operativo o decisionale rilevante (apporto causale ex art. 110 c.p.).
  • In Cassazione il sindacato non può sostituirsi al merito della valutazione probatoria; tuttavia la Suprema Corte interviene se emergono vuoti motivazionali, contraddizioni non ricomponibili o mancata considerazione di giudicati/elementi decisivi.
  • In situazioni analoghe conviene: documentare e produrre elementi diretti (sequestri, atti formali, documentazione societaria trasparente), contestare puntualmente la "forza" indiziaria degli elementi avversi con riferimento a gravità/precisione/concordanza, e segnalare tempestivamente eventuali pronunce connesse che possano creare conflitti di giudicati.

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