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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30273/2025 del 04/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

si contestava la mancata/tradotta tardiva notifica dell'ordinanza cautelare (tradotta in francese notificata solo il 10 gennaio 2025) e si chiedeva la declaratoria di nullità dell'ordinanza cautelare genetica e la sua inefficacia per violazione del diritto di difesa, richiamando l'art. 6 CEDU e le disposizioni del codice di procedura penale relative alla nullità e alla traduzione

La decisione

la Corte ha rigettato il ricorso. Ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite (sent. Niecko) secondo cui l'ordinanza deve essere tradotta se risulta che l'imputato non conosce l'italiano e la traduzione deve avvenire nel più breve tempo possibile; ha però ritenuto che nel caso di specie l'atto era stato tradotto al momento dell'emissione, che il ritardo della sola notifica non determina la nullità dell'ordinanza ma incide solo sul termine per impugnare, che la difesa non ha eccepito tempestivamente la nullità né specificato il pregiudizio subito, che era presente un interprete all'interrogatorio e che dagli atti risultava che l'indagato viveva da tempo in Italia e conosceva l'italiano. Per questi motivi il vizio è stato ritenuto sanato/inosservante e l'impugnazione è stata respinta; il ricorrente è condannato alle spese

Norme richiamate

  • Cedu, art. 6

    richiamato come parametro di garanzia del giusto processo e del diritto di difesa, posto a fondamento dell'obbligo di garantire la comprensibilità degli atti all'imputato

  • cod. proc. pen., art. 143

    articolato insieme all'art. 292 come base per la nullità degli atti quando sia limitato il diritto di difesa (mancata traduzione), ossia per qualificare il vizio come causa di nullità

  • cod. proc. pen., art. 178, comma 1, lett. c)

    richiamato nel quadro delle garanzie procedurali (esigenze relative a notifica/traduzione e diritti dell'imputato)

  • cod. proc. pen., art. 292

    utilizzato per affermare che la mancata traduzione che limita il diritto di difesa determina nullità dell'atto (vizî di rilievo generale/intermedio), suscettibile di eccezione tempestiva

  • disp. att. cod. proc. pen., art. 51-bis

    richiamata in relazione alle disposizioni attuative sul procedimento e sulle garanzie procedurali connesse alla notifica e alla conoscenza degli atti

  • Sentenza Sezioni Unite Niecko, Sez. U. n. 15069/2023 (dep. 2024)

    principio: l'ordinanza cautelare deve essere tradotta in lingua nota allo straniero non conoscente l'italiano; l'obbligo sorge quando è noto che l'imputato non conosce l'italiano e la traduzione deve essere effettuata nel più breve tempo possibile; la mancata traduzione configura nullità che va eccepita tempestivamente indicando l'interesse

Massime di principio

  • L'obbligo di traduzione dell'ordinanza cautelare sorge quando risulta che l'imputato non conosce l'italiano e va eseguito nel più breve tempo possibile
  • La mancata traduzione integra una limitazione del diritto di difesa e può determinare la nullità dell'atto, ma si tratta di un vizio di tipo generale/intermedio che deve essere eccepito tempestivamente dal difensore indicando il pregiudizio concreto
  • Il ritardo nella sola notifica di un'ordinanza già tradotta non determina la nullità dell'atto: incide invece sul dies a quo per proporre impugnazioni
  • Se dagli atti risulta che l'imputato conosce la lingua italiana, l'assenza o il ritardo della traduzione non costituisce violazione del diritto di difesa
  • La presenza di interprete alle udienze e la traduzione di altri atti fondamentali (avviso di conclusione indagini, richiesta di rinvio a giudizio) attenuano la doglianza di mancata conoscenza degli atti
  • La mancata eccezione tempestiva della nullità comporta la sanatoria del vizio e l'improcedibilità della richiesta di declaratoria dell'inefficacia a posteriori

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