Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34569/2022 del 19/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava le limitazioni ponderali imposte alla ricezione di pacchi per i detenuti assoggettati al regime 41-bis, contestando la legittimità della Circolare dipartimentale 2/10/2017 (attuativa dell'art. 14, comma 2, d.P.R. 30/06/2000, n. 230). Denunciava violazioni degli artt. 3 e 27 Cost., dell'art. 1 Ord. pen. e dell'art. 14 del regolamento esecutivo dell'ordinamento penitenziario, sostenendo che le misure non erano adeguatamente motivate da esigenze di sicurezza, risultavano sproporzionate rispetto allo scopo di interrompere i contatti con l'organizzazione criminale e pregiudicavano la funzione rieducativa e il trattamento umano, oltre a determinare una discriminazione rispetto ai detenuti comuni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché non rientrante nei casi consentiti dalla legge processuale. Ha richiamato l'orientamento secondo cui il magistrato di sorveglianza deve preliminarmente qualificare il reclamo e verificare l'esistenza di una situazione di diritto soggettivo (art. 69, comma 6, lett. b), Ord. pen.); se manca tale correlazione il reclamo è generico (art. 35, comma 1, n. 5, Ord. pen.) e non è impugnabile. Nel caso concreto il giudice di merito aveva correttamente qualificato come reclamo generico la doglianza sulle modalità (peso dei pacchi), attinente alle modalità di esercizio di un diritto e quindi rimessa alla discrezionalità dell'Amministrazione in ragione delle esigenze di sicurezza. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen. per l'irritualità dell'impugnazione.

Norme richiamate

  • legge 26 luglio 1975, n. 354 (Ordinamento penitenziario)

    Disciplina della materia che regola il reclamo del detenuto e la competenza del magistrato di sorveglianza; utilizzata per inquadrare il procedimento e la natura del provvedimento impugnato.

  • D.P.R. 30 giugno 2000, n. 230 (Regolamento esecutivo dell'Ordinamento penitenziario)

    Fondamento normativo richiamato dalla Circolare dipartimentale per giustificare le limitazioni ponderali dei pacchi in regime 41-bis; riconosce poteri organizzativi e limitazioni per esigenze di sicurezza.

  • Ordinamento penitenziario

    art. 69, comma 6, lett. b) e art. 35, comma 1, n. 5

    Art. 69(6)(b) individua le situazioni di diritto soggettivo rilevanti ai fini della tutela giurisdizionale; art. 35(1)(n.5) consente la qualificazione di reclamo generico quando la pretesa non rientra nelle ipotesi tutelate giudizialmente.

  • Codice di procedura penale

    Predispone conseguenze processuali (condanna alle spese) a seguito di declaratoria di inammissibilità del ricorso.

  • Costituzione

    Richiamati dal ricorrente come parametri di legittimità (uguaglianza, funzione rieducativa della pena), ma la Corte ha ritenuto che la doglianza non fosse formulata come pretesa relativa a un diritto soggettivo tutelabile in sede di reclamo.

Massime di principio

  • Quando un detenuto impugna misure organizzative (es. limiti al peso dei pacchi) il giudice di sorveglianza deve prima accertare se esista una situazione di diritto soggettivo direttamente leso; se manca tale correlazione il reclamo va qualificato come generico e risulta inammissibile.
  • Le restrizioni applicate ai detenuti in regime 41-bis, se motivate da esigenze di sicurezza e inquadrate in atti normativi o amministrativi (es. circolari attuative del DPR 230/2000), rientrano nella discrezionalità dell'Amministrazione e sono sindacabili dal giudice solo se emerge una lesione di diritti soggettivi concreti o eccesso di potere/illegittimità formale.
  • Le misure detentive devono comunque rispettare i principi di proporzionalità e funzione rieducativa; per ottenere tutela è necessario documentare in modo specifico la sproporzione o l'arbitrarietà e dimostrare l'effettiva lesione del diritto soggettivo (non limitarsi a censure generiche).
  • Il ricorrente deve formulare l'impugnazione in modo tecnico e mirato: indicare la norma violata, illustrare concretamente l'interferenza sul suo diritto soggettivo e fornire elementi probatori. Altrimenti il reclamo può essere dichiarato generico e inammissibile con conseguente condanna alle spese e possibile sanzione pecuniaria per impugnazioni irrituali.
  • In sede preventiva, prima del ricorso in cassazione, è utile esperire tutte le vie interne (ricorsi amministrativi motivati, richieste di riesame), raccogliere prove e riferimenti giurisprudenziali che dimostrino la mancanza di esigenze di sicurezza o la sproporzione delle misure per aumentare la possibilità di qualificare la questione come tutela di un diritto soggettivo.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.