Cassazione Penale, Sentenza n. 50086/2023 del 15/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso l'ordinanza che aveva rigettato l'appello contro la decisione del G.I.P. di Pordenone (26/05/2023) che aveva respinto la richiesta di sostituzione della misura carceraria con gli arresti domiciliari per i reati di concorso in rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. Nel ricorso per cassazione si deducevano inosservanza dell'art. 299 c.p.p. e manifesta illogicità della motivazione ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. e, c.p.p., in particolare riguardo all'assunto della inidoneità del presidio domiciliare elettronico a contemperare le esigenze cautelari.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse (art. 591, comma 1, lett. a, c.p.p.), rilevando che, nel frattempo, il G.I.P. di Pordenone ha disposto (15/11/2023) la sostituzione della misura carceraria con gli arresti domiciliari presso una comunità protetta, eseguita il 30/11/2023. Poiché l'obiettivo perseguido con l'impugnazione (ottenere la sostituzione della misura) si è concretamente realizzato, il ricorso è divenuto privo di efficacia e improcedibile. La Corte ha inoltre precisato che, in tali ipotesi, non si applica condanna alle spese né sanzione pecuniaria a carico del ricorrente per carenza d'interesse; eventuali contestazioni possono essere formulate contro il provvedimento relativo al nuovo incidente cautelare se questo dovesse risultare sfavorevole. Decisione in camera di consiglio del 1 dicembre; ricorso dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
art. 310 cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione all'accesso al riesame: indica il procedimento di rimessione al tribunale per il riesame; qui utilizzata per contestualizzare l'impugnazione davanti al Tribunale per il riesame.
art. 299 cod. proc. pen.
Articolo relativo alle norme sul procedimento cautelare o alla motivazione: il ricorrente deduce la sua inosservanza come vizio di diritto nella decisione impugnata.
art. 606, comma 1, lett. e, cod. proc. pen.
Criterio di ammissibilità dei motivi di cassazione per manifesta illogicità della motivazione: il ricorrente invoca questo criterio per censurare la valutazione della inidoneità del domicilio elettronico.
art. 591, comma 1, lett. a, cod. proc. pen.
Prevede l'inammissibilità del ricorso per sopraggiunta mancanza di interesse: la Corte l'ha applicato perché il provvedimento impugnato ha perso efficacia in seguito alla sostituzione della misura.
art. 568, comma 4, cod. proc. pen.
Richiamato in riferimento alla condizione di interesse necessaria per la proposizione dell'impugnazione: l'interesse deve essere concreto e perdurare fino alla decisione, altrimenti l'impugnazione è inammissibile.
Massime di principio
- Se la misura cautelare oggetto dell'impugnazione viene revocata o sostituita con quella richiesta dall'impugnante prima della decisione della Corte, il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- L'interesse ad impugnare deve essere concreto e perdurare fino al momento della decisione: la perdita dell'effetto pratico del provvedimento impugnato rende l'azione inefficace.
- La parte pubblica può comunque impugnare o proporre doglianze sull'ordinanza che dispone la nuova misura; tuttavia eventuali rimedi devono essere diretti contro il provvedimento che concretamente reca pregiudizio.
- In caso di inammissibilità per mancanza di interesse sopravvenuta non si applicano, di regola, condanne alle spese processuali né sanzioni pecuniarie a carico dell'impugnante, poiché non sussiste una soccombenza sostanziale.
- Per il difensore è essenziale monitorare costantemente l'esecuzione e gli sviluppi della posizione cautelare dell'assistito: una modifica favorevole della misura può rendere superflua l'impugnazione già proposta.
- Se si vuole preservare un controllo sulla correttezza del ragionamento giurisdizionale che ha portato al rigetto della richiesta cautelare, valutare l'opportunità di impugnare il successivo provvedimento che abbia effetti concreti e sfavorevoli piuttosto che un provvedimento ormai privo di efficacia.
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