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Sentenza

Sentenza n. 7520/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza resa in forma semplificata del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda) n. 00999/2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202505852

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Campania, sezione staccata di Salerno, Sez. II, n. 999/2025, che aveva annullato il diniego del Sindaco di dichiarare la decadenza dell’autorizzazione del 3 settembre 2021 per la realizzazione di un impianto di produzione di biometano

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comitato e cittadini)

Prevale l’amministrazione

La controversia

BF S.r.l. ha appellato la sentenza che aveva accolto il ricorso del Comitato cittadino e di due cittadini contro il provvedimento del Sindaco di Ogliastro Cilento del 1° marzo 2025, prot. n. 1159, recante il rigetto dell’istanza volta a dichiarare decaduto, per mancato inizio dei lavori nel termine previsto dall’art. 15, comma 2, d.P.R. 380/2001, il titolo autorizzatorio rilasciato il 3 settembre 2021 alla società per un impianto di biometano. Il TAR aveva annullato il diniego per incompetenza del Sindaco, trattandosi di atto gestionale. L’appellante ha censurato la mancata declaratoria d’inammissibilità del ricorso di primo grado per difetto di interesse e di legittimazione dei ricorrenti. Il Comitato e i cittadini si sono costituiti riproponendo le censure di merito non esaminate. In appello la società ha poi rappresentato che il Comune aveva adottato, l’8 agosto 2025, un nuovo provvedimento di rigetto dell’istanza di decadenza; tale atto e gli atti connessi erano stati impugnati in un distinto giudizio, respinto dal TAR con sentenza n. 1701/2025 e confermato dal Consiglio di Stato con sentenza n. 4203/2026. Sulla base di tali sopravvenienze, l’appellante ha chiesto la declaratoria d’improcedibilità dell’appello per sopravvenuta carenza d’interesse.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l’appello per sopravvenuta carenza d’interesse, senza esaminare i motivi d’appello relativi alla legittimazione e all’interesse dei ricorrenti originari né le censure di merito riproposte dagli appellati. Ha richiamato il principio dispositivo in senso ampio: quando il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione, in assenza di repliche o richieste contrarie il giudice non può decidere il merito d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire, ma deve prendere atto della dichiarazione e definire il giudizio in rito. Spese del grado compensate.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, in forza del principio dispositivo in senso ampio, il ricorrente può dichiarare fino a quando la causa è trattenuta in decisione di non avere più interesse alla pronuncia; in assenza di repliche o richieste contrarie, il giudice deve prenderne atto e dichiarare l’improcedibilità, senza decidere il merito d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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