Cassazione Penale, Sentenza n. 45583/2022 del 01/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Pavia che aveva rigettato la richiesta di riesame del decreto di convalida del sequestro probatorio (calzature con loghi di note marche sequestrate il 02/02/2022) rilevando: difetto di competenza territoriale del P.M. di Pavia nella convalida dei beni rinvenuti nel negozio di Milano; violazione del principio del ne bis in idem perché i medesimi beni sarebbero stati oggetto di provvedimenti di convalida da parte di entrambi i P.M. (Milano e Pavia) e di impugnazioni pendenti
La decisione
La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha confermato che la convalida del sequestro probatorio da parte di un P.M. non legittimato territorialmente non determina automaticamente l'invalidità del decreto quando si tratta di atto urgente; gli atti devono essere trasmessi all'ufficio competente ma l'incompetenza del P.M. nelle indagini preliminari è organizzativa e non rileva quale vizio idoneo ad annullare il provvedimento. Inoltre, i beni erano suscettibili di confisca obbligatoria (pertanto non restituibili), con conseguente carenza di interesse delle ricorrenti a impugnare il decreto per incompetenza. I ricorsi sono stati quindi respinti e le ricorrenti condannate al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende
Norme richiamate
art. 253 cod. proc. pen.
richiamato nel capo di accusa/procedura relativo al sequestro probatorio; la sentenza utilizza il quadro normativo delle norme sul sequestro probatorio per valutare la correttezza dell'azione del P.M.
art. 255 cod. proc. pen.
norma richiamata nel contesto delle regole sul sequestro e sui poteri del P.M.; la Corte sottolinea che la competenza territoriale nella fase delle indagini è un criterio organizzativo tra uffici del P.M.
art. 649 cod. proc. pen.
norma relativa alla convalida del sequestro probatorio e all'impugnazione dinanzi al giudice del riesame; la Corte rileva che i rimedi esperiti non producevano profili idonei a rendere fondato il ricorso per cassazione
art. 648 cod. pen.
norma sostanziale richiamata (ricettazione) tra i fatti contestati; la Corte valuta che i beni rientrano nella previsione di cose soggette a confisca obbligatoria
art. 474 cod. pen.
norma sostanziale richiamata (falsificazione/marchi contraffatti) nell'ambito dei reati contestati connessi alla detenzione e vendita di prodotti contraffatti
art. 28 cod. proc. pen.
richiamato indirettamente nella discussione circa il conflitto di competenza: la Corte osserva che il conflitto di competenza è configurabile tra organi giurisdizionali e non tra uffici del P.M.
Massime di principio
- La convalida di un sequestro probatorio disposta o convalidata da un pubblico ministero non territorialmente 'legittimato' non è automaticamente invalida: nei fatti essa può essere considerata atto urgente e la mancata legittimazione territoriale rileva prevalentemente come criterio organizzativo tra uffici del P.M., con obbligo di trasmissione degli atti all'ufficio competente
- Il conflitto di competenza e l'incompetenza territoriale rilevano come istituti propri degli organi giurisdizionali; in fase di indagini preliminari la competenza 'territoriale' del P.M. ha rilievo organizzativo e non costituisce normalmente motivo idoneo a far cadere il sequestro probatorio
- Se i beni sequestrati rientrano in ipotesi di confisca obbligatoria (es. merci contraffatte), il soggetto sequestrato può avere carenza di interesse alla restituzione: ciò riduce l'efficacia di un'impugnazione basata solo su incompetenza territoriale del P.M.
- La presenza di più provvedimenti (es. convalide adottate da diversi uffici del P.M. e impugnate) non determina automaticamente violazione del ne bis in idem se si tratta di atti cautelari o di indagine nella fase sommaria: il ne bis in idem riguarda la ripetizione della sanzione penale per lo stesso fatto
- In casi simili è preferibile impugnare i vizi formali e sostanziali del procedimento (mancanza di motivazione del decreto, vizi procedurali specifici, eccesso di potere) e verificare tempestivamente la qualifica dei beni (eventuale obbligo di confisca) prima di fondare il ricorso sulla sola incompetenza territoriale
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