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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15197/2022 del 20/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza di patteggiamento per presunta illegittimità della pena e delle misure accessorie applicate a Mulera per guida in stato di ebbrezza (art.186 c.d.s. comma 2 lett.c)). In particolare il PG ha denunciato: 1) l'omessa applicazione dell'aumento di pena previsto dall'art.186‑bis (comma 1 lett.a) e comma 3) che avrebbe portato la pena al minimo di mesi 5 e giorni 10 di arresto e euro 1.776 di ammenda; 2) la comminazione di una sospensione della patente di sei mesi, ritenuta inferiore al minimo legale (un anno) e comunque suscettibile di aumento ai sensi dell'art.186‑bis comma 3; 3) l'omissione della confisca obbligatoria dell'autoveicolo prevista per la fattispecie (per valori alcolemici >1,5 g/l).

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso del Procuratore Generale: ha ritenuto la sentenza di patteggiamento viziata per illegittimità quantitativa della pena e delle misure accessorie, non essendo stato applicato l'aumento previsto dall'art.186‑bis né disposta la confisca obbligatoria del veicolo, e per la illegittima determinazione della durata della sospensione della patente. La Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Padova per il prosieguo del giudizio.

Norme richiamate

  • Codice della Strada, art.186 comma 2 lett.c)

    Fattispecie di guida in stato di ebbrezza con valori alcolemici >1,5 g/l; dalla norma deriva la previsione di sanzioni penali e, se ricorre, la confisca dell'autoveicolo come misura obbligatoria.

  • Codice della Strada, art.186‑bis comma 1 lett.a) e comma 3

    Prevede aumenti di pena (da un terzo a metà) e l'incremento delle sanzioni accessorie in presenza di aggravanti (ad es. guida notturna, patente da meno di tre anni); tali aumenti devono essere applicati prima di operare eventuali riduzioni per il rito.

  • Codice di Procedura Penale, art.444

    Disciplina l'applicazione della pena nel giudizio direttissimo o nel patteggiamento con la possibilità di una riduzione per la scelta del rito; la Corte ha rilevato che tale riduzione non può neutralizzare aumenti di pena previsti dalla legge prima del calcolo della riduzione.

  • Codice di Procedura Penale, art.448 comma 2‑bis

    Consente il sindacato del pubblico ministero sulla legittimità delle sentenze di patteggiamento; la Corte ha ritenuto che nei casi di illegittimità della pena o delle misure accessorie il ricorso sia ammissibile e fondato.

Massime di principio

  • Nei patteggiamenti il giudice deve applicare preventivamente gli aumenti di pena previsti dalla legge (es. art.186‑bis c.d.s.) prima di commisurare eventuali riduzioni per la scelta del rito; non è legittimo usare la riduzione del rito per elidere aumenti obbligatori.
  • Se la legge prevede misure accessorie obbligatorie (es. confisca del veicolo per valori alcolemici >1,5 g/l), il giudice non può ometterle nel dispositivo: l'omissione determina illegittimità della sentenza impugnabile.
  • La determinazione della durata delle sanzioni amministrative accessorie (es. sospensione della patente) rientra nella valutazione autonoma del giudice del patteggiamento e deve rispettare i limiti minimi e gli eventuali aumenti previsti dalla norma; decisioni al di sotto del minimo legale sono annullabili.
  • Il Procuratore Generale può impugnare la sentenza di patteggiamento quando sussistono profili di illegittimità di diritto (quantitativa o riguardo obblighi di legge), e la Corte d'Appello può annullare senza rinvio disponendo la trasmissione per nuovo giudizio.
  • La giurisprudenza consolidata riconosce che vizi formali o sostanziali nelle statuizioni conseguenti alla realizzazione del reato (pena e accessori) rendono possibile il controllo giurisdizionale anche oltre i limiti concordati tra le parti.

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