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Cassazione Penale, Ordinanza n. 31213/2026 del 13/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Di conseguenza ha confermato la condanna per evasione già pronunciata nei gradi di merito e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna per evasione. I motivi dedotti erano quattro: (1) violazione dell'art. 54 c.p., sostenendo la sussistenza di una scriminante; (2) configurabilità del reato impossibile; (3) mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.; (4) illegittimo diniego delle attenuanti generiche. La Corte di cassazione ha ritenuto i primi due motivi diretti a ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio e una diversa ricostruzione dei fatti, senza confrontarsi con l'apparato argomentativo della sentenza di merito. Ha inoltre considerato il terzo motivo generico e privo di specificità, perché non si misurava con le ragioni della Corte territoriale, che aveva valorizzato il protrarsi della condotta illecita e i precedenti specifici ai fini dell'abitualità. Il quarto motivo è stato ritenuto aspecifico, poiché non si confrontava con la motivazione del diniego delle attenuanti generiche, fondata su plurimi indici negativi quali la durata dell'allontanamento e i precedenti penali specifici.

Norme richiamate

  • art. 385 c.p.

    reato di cui all' art. 385 cod. pen.

    Norma incriminatrice posta a base della condanna confermata; la sentenza impugnata riguardava l'evasione.

  • art. 54 c.p.

    scriminante di cui all'art. 54 cod. pen.

    La doglianza è stata ritenuta inammissibile in quanto richiedeva una nuova lettura delle prove e non evidenziava vizi di legittimità della motivazione di merito.

  • art. 131-bis c.p.

    causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis cod. pen.

    Il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto è stato confermato perché la Corte territoriale aveva valorizzato protrarsi della condotta e precedenti specifici, escludendo l'abitualità del comportamento.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito sollecitare una nuova valutazione del compendio probatorio o una ricostruzione alternativa dei fatti quando la sentenza impugnata sia sorretta da motivazione globale, logica e coerente.
  • Le censure relative alla sussistenza di una scriminante o di un reato impossibile sono inammissibili se si risolvono in una critica meramente fattuale della decisione di merito e non indicano specifici vizi della motivazione.
  • Il diniego della particolare tenuità del fatto è censurabile solo se il ricorso si confronta puntualmente con la motivazione che valorizza elementi ostativi come la durata della condotta e i precedenti specifici, specie quando tali elementi escludano l'occasionalità del fatto.
  • Le doglianze sulle attenuanti generiche devono confrontarsi con la concreta giustificazione del giudice di merito; sono aspecifiche se ignorano gli indici negativi posti a base del diniego.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile per aspecificità o per richiesta di rivalutazione del fatto, il giudice di legittimità può porre a carico del ricorrente spese processuali e somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieEvasioneCause di non punibilitàPena e commisurazioneImpugnazioni
RamiReati contro l'amministrazione della giustiziaParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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