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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2398/2022 del 20/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Istanza di rimessione in termini ex art. 175 c.p.p. per proporre appello avverso la sentenza di condanna del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere del 7/2/2020. Il ricorrente deduceva, tra l'altro, la mancata comunicazione al difensore del rinvio dell'udienza del 4/12/2019, eventi personali e del difensore che avrebbero ostacolato la tempestiva impugnazione, e la circostanza di essere stato ricoverato all'epoca del fatto, che avrebbe escluso la sua responsabilità. Avverso il rigetto della rimessione promosso dalla Corte d'Appello, il ricorrente ha impugnato l'ordinanza in Cassazione denunciando violazione di legge (art. 606 lett. b) e c) c.p.p.) e vizio di motivazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivi: il ricorso risultava carente di "immediata intellegibilità" e riportava argomentazioni e fatti marcatamente eccentrici rispetto all'oggetto della domanda di rimessione; le doglianze pertinenti erano esposte in modo astratto e non hanno fornito un confronto specifico e circostanziato con la decisione della Corte di merito che aveva esaminato il presunto mancato avviso dell'udienza e gli aveva negato rilevanza ai fini della rimessione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende. Decisione resa il 20/10/2021.

Norme richiamate

  • art. 175 cod. proc. pen.

    Regola la rimessione in termini per proporre l'appello; il rito prevede deposito dell'istanza e trasmissione al giudice competente; la Corte ha valutato la domanda alla luce di tali disposizioni e ne ha rigettato l'accoglimento per mancanza di prova del nesso causale tra omissione e mancato esercizio del rimedio.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Individua i motivi di ricorso per violazione di legge e vizio di motivazione in Cassazione; la Corte ha ritenuto che le censure fossero in larga parte generiche, non specificamente confrontate con il contenuto della decisione impugnata e dunque non idonee a sostenere il ricorso.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze per l'inammissibilità del ricorso in Cassazione; applicata dalla Corte con condanna alle spese processuali e alla sanzione di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Massime di principio

  • Per ottenere la rimessione in termini ex art. 175 c.p.p. occorre dimostrare chiaramente il nesso causale tra l'evento impeditivo (es. mancata comunicazione) e l'impossibilità di proporre l'impugnazione; l'istanza deve essere documentata e circostanziata.
  • I ricorsi in Cassazione devono essere immediatamente intellegibili: argomentazioni chiare, coerenti e strettamente pertinenti all'oggetto dell'impugnazione; fatti o questioni estranee compromettono l'ammissibilità.
  • Non è sufficiente enunciare astrattamente profili di vizio di legge: è necessario un confronto preciso e puntuale con il contenuto della decisione impugnata, indicando perché quella decisione violi la norma o sia viziata nella motivazione.
  • Se si deducono circostanze fattuali esimenti (es. ricovero), tali circostanze devono essere provate documentalmente e deve essere illustrato come incidono sul diritto di difesa e sulla possibilità di proporre tempestivamente l'impugnazione.
  • L'inammissibilità del ricorso può comportare condanna alle spese e sanzioni pecuniarie; prima di proporre ricorso valutare la forma, la chiarezza e la pertinenza delle censure.

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