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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39508/2022 del 19/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza che lo condannava per detenzione di 4,32 g di cocaina (art. 73, comma 5 T.U. stupefacenti), denunciando: nullità del decreto di perquisizione e del sequestro e carenza di motivazione della convalida (contestando la presunta flagranza), violazioni processuali; richiesta del riconoscimento della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. (escludendo l'abitualità e sostenendo l'occasionalità del precedente del 1997), e mancanza della prova del reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondati i profili di nullità della perquisizione/sequestro, osservando che il rito abbreviato scelto dall'imputato determina la sanatoria delle nullità non assolute (art. 438, comma 6-bis c.p.p.). Inoltre la nullità della convalida, non essendo assoluta ai sensi dell'art. 179 c.p.p., è relativa e comunque non rilevante dopo la scelta dell'abbreviato. La Corte ha richiamato giurisprudenza che ammette l'utilizzabilità di quanto sequestrato anche in caso di perquisizione illegittima. Quanto alla particolare tenuità, la Corte d'appello ha valutato negativamente la richiesta richiamando il precedente specifico e la congruità della pena (pena superiore al minimo edittale), ritenendo non sussistenti i presupposti per l'art. 131-bis. Conseguenze: ricorso inammissibile; imputato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 2.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • T.U. stupefacenti (D.P.R. 309/1990), art. 73, comma 5

    detenzione di sostanze stupefacenti

    Qualifica il fatto come ipotesi di maggior rilievo rispetto alle disposizioni di lieve entita'; utilizzata per la determinazione della pena

  • T.U. stupefacenti (D.P.R. 309/1990), art. 103

    Consente alla polizia giudiziaria in casi di urgenza di procedere a perquisizione e sequestro d'iniziativa; il ricorso ha contestato l'applicazione ma la Corte ha ritenuto che la contestazione non comportasse nullità assoluta

  • Codice di procedura penale, art. 438, comma 6-bis

    La scelta del rito abbreviato sanifica le nullità non assolute e rende non rilevabili le inutilizzabilità, salve violazioni di divieto probatorio; principio decisivo per rigettare le eccezioni di nullità

  • Codice di procedura penale, art. 179 e art. 181

    Distinzione tra nullità assolute (art.179) e relative (art.181); la nullità della convalida è stata ritenuta relativa e quindi sanata o non tempestivamente contestata

  • Codice di procedura penale, art. 491

    Termine per eccepire le nullità relative nell'ambito delle indagini preliminari; mancata tempestiva impugnazione rilevante ai fini della validità degli atti

  • Codice penale, art. 131-bis

    Istituisce il riconoscimento della particolare tenuità del fatto; la Corte di appello ha valutato negativamente la sua applicabilità alla fattispecie in ragione del precedente specifico e della gravità ritenuta

  • Codice di procedura penale, art. 253, comma 1

    Il sequestro del corpo del reato è atto dovuto; la giurisprudenza citata afferma che un'eventuale illegittimità della perquisizione non invalida automaticamente il sequestro

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Prevede l'onere del pagamento delle spese e delle somme a favore della Cassa delle ammende a carico della parte che propone ricorso inammissibile; applicata nella specie

Massime di principio

  • La scelta del rito abbreviato tende a sanare le nullità non assolute: molte contestazioni procedurali sulle perquisizioni/sequestri possono essere inefficaci se il rito abbreviato è stato richiesto
  • Perché una perquisizione o una convalida siano efficacemente invalidate in giudizio occorre che la nullità sia assoluta o che si sia tempestivamente eccepita nell'iter processuale; le nullità relative possono essere sanate o cadere inammissibili
  • L'illegittimità formale di una perquisizione non determina automaticamente l'inutilizzabilità del materiale sequestrato: la giurisprudenza ammette l'utilizzabilità del corpo del reato quando il sequestro sia atto dovuto
  • Il riconoscimento della particolare tenuità (art. 131-bis) richiede una valutazione concreta della quantità, della personalità dell'imputato, dell'occasionalità della condotta e dei precedenti: precedenti specifici, anche se datati, possono ostare al riconoscimento
  • Le eccezioni processuali relative devono essere sollevate nei termini stabiliti (es. art. 491 c.p.p.); in mancanza si rischia la loro inammissibilità o la sanatoria per scelta di rito
  • In situazioni operative, quando si contesta la legittimità di perquisizioni/sequestri è utile:- documentare tempestivamente l'eccezione di nullità,- verificare se il rito scelto dall'imputato comporta sanatoria,- dimostrare la sussistenza di un divieto probatorio o di nullità assolute per ottenere l'esclusione della prova

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