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Ordinanza

Ordinanza n. 117/2026 - Firenze, Sezione 4

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - del decreto di divieto di detenzione armi, munizioni e materie esplodenti n° -OMISSIS-del Prefetto della Provincia di Arezzo Area I Prot. n°-OMISSIS- del -OMISSIS-; - del decreto di revoca della licenza di porto di fucile per uso di caccia n°-OMISSIS- del -OMISSIS- emesso dalla Questura della Provincia di Arezzo in data -OMISSIS- -OMISSIS- notificato in data -OMISSIS-; - di ogni altro atto preordinato, presupposto, connesso, conseguente ancorché ignoto se lesivo;

Giustizia amministrativa202600348

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto prefettizio di divieto di detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti e decreto questorile di revoca della licenza di porto di fucile per uso di caccia

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (operatore armato)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato il divieto prefettizio di detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti e la conseguente revoca della licenza di porto di fucile per uso di caccia, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Il testo non espone gli specifici motivi di legittimità dedotti, ma evidenzia che la ricorrente esercita funzioni di -OMISSIS- con dotazione di arma di servizio e che non risulta avere commesso personalmente alcuna condotta meritevole di censura.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistenti i presupposti per l'accoglimento della tutela cautelare, limitatamente alla detenzione e al porto della pistola d'ordinanza. Ha tuttavia stabilito una modalità di custodia più cautelativa: fuori dal servizio, l'arma deve essere custodita presso il comando di appartenenza e non presso la residenza della ricorrente. La sospensione non è quindi estesa senza limiti agli atti impugnati. È stata fissata l'udienza pubblica per la trattazione del merito e sono state compensate le spese della fase cautelare.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; nel caso concreto la domanda di sospensione è stata accolta nei sensi e nei limiti indicati in motivazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione degli effetti di provvedimenti in materia di armi può essere accordata in forma parziale e conformata dal giudice mediante specifiche prescrizioni di custodia, quando la situazione individuale esaminata non evidenzi condotte personalmente censurabili ma permangano esigenze di sicurezza.
  • La tutela cautelare può riguardare specificamente l'arma di servizio e il relativo porto o detenzione, senza comportare necessariamente la sospensione integrale di ogni effetto di un divieto prefettizio o di una revoca di licenza per uso privato.
  • Quando l'arma di servizio viene mantenuta nella disponibilità dell'interessato fuori dal servizio, il giudice può prescriverne la custodia presso il comando di appartenenza anziché presso la residenza, quale misura di cautela connessa all'accoglimento parziale della domanda.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezza
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblico
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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