Sentenza del 24/07/2023 n. 22191 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
La controversia verteva sulla deducibilità degli interessi passivi relativi a un mutuo rinegoziato nel 2008 e sulla legittimità della richiesta di rimborso IRES della contribuente per interessi non dedotti. L'Ufficio aveva negato il rimborso ritenendo che l'adesione della contribuente a un processo di verifica (PVC) rendesse irrimediabilmente fissato l'imponibile e che la rinegoziazione del mutuo non rispettasse le condizioni indicate nell'interpello (in particolare la condizione che l'ammontare rinegoziato non fosse maggiore dell'originario e che le condizioni non fossero peggiorative). L'Agenzia ha impugnato in Cassazione la sentenza di appello che aveva invece accolto la richiesta della contribuente, sostenendo due motivi: 1) la CTR avrebbe illegittimamente qualificato come "parziale" il PVC senza adeguata verifica, e 2) la CTR avrebbe errato nella valutazione delle condizioni del nuovo mutuo rispetto al precedente e nell'applicazione dell'art. 1, comma 36, L. n.244/2007.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha ritenuto che: a) il PVC in concreto aveva ad oggetto solo la deduzione dei "management fees" e non gli interessi passivi, per cui l'adesione era stata parziale e non poteva precludere richieste di rimborso relative a voci diverse; b) non esiste una previsione di legge che condizioni la deducibilità degli interessi passivi alla circostanza che, in una rinegoziazione o nuovo finanziamento, le condizioni risultino "non peggiorative" rispetto a un finanziamento precedente; c) l'operazione di luglio 2008 era un nuovo accesso al credito (parte per estinguere il debito precedente e parte per ulteriori lavori) e non è stata dimostrata antieconomicità o elusività. Di conseguenza il diniego dell'Ufficio non poteva reggere. La Corte ha altresì condannato l'Agenzia al rimborso delle spese del giudizio di legittimità a favore della contribuente.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 218 del 1997, artt. 2 e 5-bis
Richiamate dall'Agenzia nel motivo relativo alla qualificazione del PVC/adesione; la Corte ha ritenuto che la verifica concreta dell'oggetto del PVC (parziale vs. generale) sia una valutazione di fatto rimessa al giudice di merito e che la CTR abbia correttamente individuato l'oggetto dell'adesione nei soli "management fees".
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 41-bis
Richiamato nella censura sull'effetto estintivo dell'adesione; la Corte ha confermato che l'adesione vincola soltanto rispetto agli oggetti specificamente definiti nel PVC.
Art. 1362 c.c.
Richiamato nel contesto dell'interpretazione dell'accordo di adesione (natura negoziale); la Corte ha sottolineato che l'adesione vincola esclusivamente le voci oggetto dell'accordo.
L. n. 244 del 2007, art. 1, comma 36
"Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze è istituita una commissione di studio sulla fiscalità diretta e indiretta delle imprese immobiliari... ferma restando, fino all'applicazione delle suddette modifiche normative, la non rilevanza ai fini del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 96 degli interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione"
La Corte interpreta la disposizione come di ampia portata, volta a riconoscere la non rilevanza (per il periodo transitorio) degli interessi passivi su finanziamenti ipotecari per immobili locati. Ne consegue che non vè nel dettato legislativo un limite che imponga, per la deducibilità, la condizione di "miglioramento" delle condizioni del nuovo finanziamento rispetto al precedente; eventuali condizioni aggiuntive invoate dall'Ufficio devono avere base normativa, altrimenti non sono vincolanti.
Massime di principio
- Un'adesione a PVC o ad accertamento diventa vincolante e preclude impugnazioni o richieste relative solo sulle specifiche poste e profili espressamente oggetto dell'adesione; voci diverse non possono essere implicitamente sigillate salvo che il PVC/atto impositivo le comprenda espressamente.
- La deducibilità degli interessi passivi ai sensi della L. n.244/2007 (art. 1, comma 36) non può essere subordinata a condizioni non previste dalla legge (es. requisito della "non peggioratività" del tasso nel rinnovo), se tali condizioni provengono solo da risposte a interpello o valutazioni amministrative non coerenti con il testo normativo.
- La rinegoziazione o il nuovo finanziamento che estingue in parte un debito precedente e finanzia lavori può essere considerato un nuovo accesso al credito; la verifica della deducibilità deve guardare alla sostanza economica dell'operazione (inerenza, antieconomicità, elusività) e non soltanto a un confronto formale delle aliquote nominali su importi non omogenei.
- La valutazione sulla natura parziale o complessiva di un PVC è un accertamento di fatto di competenza del giudice di merito; in sede di legittimità la Corte di Cassazione sindaca solo i vizî di diritto, non i giudizi di fatto adeguatamente motivati.
- Per richiedere/ripristinare rimborsi fiscali legati a componenti di reddito non considerati in fase di adesione, è importante dimostrare documentazione chiara sulla natura dell'accordo, l'oggetto del PVC e l'assenza di manovre elusive o di manifesta antieconomicità nell'operazione finanziaria.
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