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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19241/2026 del 27/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Magnani impugnava la sentenza di condanna per concorso nel reato di ricettazione (pena sostituita in giorni 1095 di lavoro di pubblica utilità) lamentando: 1) vizio di motivazione per presunta natura congetturale del collegamento tra le banconote in suo possesso e i furti agli sportelli bancomat; 2) carenza dell'elemento soggettivo, deducendo che aveva ricevuto il denaro dal padre e che non poteva ragionevolmente dubitare della provenienza lecita; 3) vizio per il diniego delle attenuanti generiche, per aver il giudice valorizzato precedenti penali risalenti al 2012.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato che la sentenza di merito, avendo applicato la pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, non era appellabile secondo l'art. 593 cod. proc. pen. e ha ritenuto i motivi del ricorrente aspecifici e non idonei a scalfire la motivazione del Tribunale, che aveva valutato unitariamente elementi intercettivi, dichiarazioni, immagini di videosorveglianza e la mancata giustificazione della provenienza delle banconote. Ha inoltre confermato il corretto esercizio di valutazione ai fini del diniego delle attenuanti generiche. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende per l'evidente inammissibilità dell'impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 593 cod. proc. pen.

    art. 593, u.c., cod. proc. pen.

    la Corte osserva che, poiché il giudice di merito ha applicato una pena sostitutiva (lavoro di pubblica utilità), la sentenza non poteva essere impugnata in appello e dunque il ricorso per cassazione è esaminabile alla luce di tale principio limitativo

  • art. 616 cod. proc. pen.

    da tale norma la Corte trae il potere di condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di infliggere, in presenza di colpa per manifesta inammissibilità, una somma alla Cassa delle ammende

  • Giurisprudenza - Sez. 2, n. 32619 del 24/04/2014 (Pipino e altri)

    Sez. 2, n. 32619 del 24/04/2014, Pipino e altro, Rv. 260071 - 01

    principio ermeneutico sulla valutazione della prova: il giudice deve considerare tutti gli elementi processuali nel loro insieme, ricomponendoli in una costruzione logica e unitaria per raggiungere la verita processuale; la Corte ha ritenuto osservato tale principio nella sentenza impugnata

  • Giurisprudenza - orientamenti su prova dell'elemento soggettivo in ricettazione

    Sez. 2, n. 10344 del 13/12/2024, dep. 2025, Pmt, Rv. 287719 - 01; Sez. 2, n. 16012 del 14/03/2023, Scordamaglia, Rv. 284522 - 01; Sez. 2, n. 20193 del 19/04/2017, P.g. in proc. Kebe, Rv. 270120 - 01

    la Corte richiama la giurisprudenza che ammette la prova dell'elemento soggettivo anche attraverso la mancata o non convincente indicazione della provenienza della cosa ricevuta, che può rivelare la consapevolezza dell'origine illecita

  • Giurisprudenza - Sez. 2, n. 20188 del 04/02/2015 (Charanek)

    Sez. 2, n. 20188 del 04/02/2015, Charanek, Rv. 263521 - 01

    richiamata a supporto del principio che la ricostruzione logica e unitaria degli elementi indiziari può fornire adeguata prova logica della provenienza delittuosa della cosa

  • Giurisprudenza su motivazione delle attenuanti generiche

    Sez. 2, n. 3609 del 18/01/2011, Sermone, Rv. 249163; Sez. 6, n. 34364 del 16/06/2010, Giovane, Rv. 248244

    la Corte ricorda che il giudice di merito non deve necessariamente valutare esaustivamente tutti gli elementi favorevoli e sfavorevoli; è sufficiente che renda conto degli elementi ritenuti decisivi per negare le attenuanti generiche

Massime di principio

  • Quando il giudice applica una pena sostitutiva (ad es. lavoro di pubblica utilita), la possibilità di impugnazione e i rimedi disponibili sono limitati e il ricorso di parte deve tenerne conto: argomentazioni generiche possono risultare inammissibili
  • In reati come la ricettazione l'elemento soggettivo (consapevolezza della provenienza illecita) puo essere provato anche per via indiziaria: omissione o non convincente spiegazione sulla provenienza della cosa ricevuta, intercettazioni, immagini e comportamenti posti in relazione possono costituire prova logica
  • In Cassazione le censure devono essere specifiche e confrontarsi criticamente con la motivazione di merito: motivi aspecifici o meramente assertivi sono frequentemente dichiarati inammissibili
  • Nel negare le attenuanti generiche il giudice di merito non e tenuto a prendere in esame ogni singolo elemento favorevole, ma soltanto quelli ritenuti decisivi; l'appello in Cassazione su tale punto richiede una critica puntuale della motivazione
  • La condanna alle spese e l'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende possono essere disposti quando il ricorso risulti manifestamente inammissibile o dolosamente temerario

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