Sentenza n. 271/2026 - Brescia, Sezione 1
per l'annullamento per quanto riguarda il ricorso introduttivo: per l'annullamento del provvedimento a firma del Dirigente del Servizio Edilizia Privata del Comune di Bergamo in data 26 Aprile 2022 n. E0259273 prot. recante il diniego di permesso di costruire in sanatoria; oltre a tutti gli atti presupposti, consequenziali o comunque connessi per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da Immit - Immobili Italiani S.r.l. il 30/11/2022: del provvedimento a firma del Dirigente del Servizio Edilizia Privata del Comune di Bergamo in data 24 maggio 2022 n. U0152312 prot. recante l'ordine di demolizione e rimessa in pristino ai sensi dell'art. 31 del DPR n. 380/2001, “delle opere realizzate in Via Ghislanzoni Antonio n. 3; oltre a tutti gli atti presupposti, consequenziali o comunque connessi;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Diniego di permesso di costruire in sanatoria e successivo ordine di demolizione e rimessa in pristino
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Le società ricorrenti avevano impugnato il diniego di permesso di costruire in sanatoria adottato dal Comune di Bergamo e, con motivi aggiunti, l'ordine di demolizione e rimessa in pristino delle opere realizzate. Nel corso del giudizio hanno depositato una dichiarazione di rinuncia al ricorso, motivata dal deposito di una nuova domanda di sanatoria condivisa con l'amministrazione e dalla conseguente sopravvenuta mancanza di interesse alla decisione. La dichiarazione non era stata ritualmente notificata nei termini di legge, ma il Comune l'aveva sottoscritta per presa d'atto e non vi si era opposto. Le ricorrenti hanno chiesto la compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato improcedibili il ricorso introduttivo e i motivi aggiunti per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a. Il venir meno dell'interesse all'annullamento è stato desunto dalla dichiarazione delle ricorrenti e dalla presentazione di una nuova domanda di sanatoria condivisa con l'amministrazione. La mancata notificazione rituale della dichiarazione non ha impedito la definizione del giudizio in rito, poiché la dichiarazione evidenziava comunque il sopravvenuto difetto di interesse e il Comune non vi si era opposto. Le spese di lite sono state compensate tra le parti, in considerazione della definizione in rito e della concorde richiesta.
Norme richiamate
art. 84, comma 4, c.p.a.
Dichiarazione di rinuncia al ricorso non ritualmente notificata nei termini di legge
La dichiarazione, pur non integrando una rinuncia rituale, può condurre alla dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse quando dal suo tenore emerga il venir meno dell'interesse alla decisione.
art. 31 d.P.R. 380/2001
ordine di demolizione e rimessa in pristino
Richiamato quale base normativa dell'ordine di demolizione impugnato; non è stato esaminato nel merito per l'improcedibilità del giudizio.
Massime di principio
- La sopravvenuta perdita dell'interesse concreto e attuale all'annullamento dell'atto impugnato comporta l'improcedibilità del ricorso, anche quando essa sia manifestata mediante una dichiarazione di rinuncia non perfezionata secondo le forme processuali della rinuncia, purché il contenuto della dichiarazione renda inequivoco il venir meno dell'interesse alla decisione.
- La presentazione, nel corso del giudizio, di una nuova domanda di sanatoria condivisa con l'amministrazione può evidenziare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sull'impugnazione del precedente diniego di sanatoria e degli atti repressivi conseguenti.
- In presenza di una definizione in rito per sopravvenuta carenza di interesse e di una concorde richiesta delle parti, il giudice può compensare integralmente le spese di lite.
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