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Cassazione Civile, Ordinanza n. 19346/2021 del 07/07/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (creditore)

La controversia

Una societe0 utilizzatrice di un contratto di leasing e il suo garante personale hanno proposto opposizione a un decreto ingiuntivo ottenuto dalla concedente del leasing per il pagamento di canoni asseritamente scaduti, poi rigettata in primo grado e confermata in appello. In cassazione hanno articolato cinque motivi: (1) violazione dell'art. 8 d.lgs. 28/2010, sostenendo che la mediazione obbligatoria sarebbe stata invalida perche9 non svolta con la comparizione personale della parte ma con un sostituto del difensore privo di procura speciale; (2) e (3) dedotte violazioni di legge sulla legittimite0 della risoluzione del leasing, sull'efficacia di un precedente decreto ingiuntivo relativo a somme fino a un certo periodo, e sulla ritenuta insussistenza di usura o sproporzione della penale contrattuale; (4) omesso esame di fatti decisivi e difetto di motivazione per il mancato accoglimento di c.t.u. e prova testimoniale; (5) omesso esame di fatti decisivi e errata interpretazione delle clausole contrattuali, contestando il rilievo di giudicato interno sulla prova dei versamenti effettuati e l'importo complessivo pagato alla concedente.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha dichiarato inammissibile il primo motivo perche9, pur richiamando l'irritualite0 della mediazione, i ricorrenti non avevano allegato che l'eccezione di improcedibilite0 fosse stata tempestivamente sollevata nel giudizio di merito o rilevata d'ufficio; ha ritenuto inammissibili anche i motivi secondo e terzo perche9, sotto la veste di violazione di legge, miravano in realte0 a una rivalutazione del merito; ha reputato il quarto motivo in parte infondato e in parte inammissibile per difetto di autosufficienza, evidenziando comunque che la corte territoriale aveva motivato sul diniego delle istanze istruttorie; ha infine dichiarato inammissibile il quinto motivo perch00e centricamente volto a contestare il giudicato interno senza adeguata specifica censura e senza trascrivere le parti rilevanti della sentenza di primo grado. Conseguentemente, ha condannato i ricorrenti in solido alle spese e ha dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 8 D.Lgs. n. 28/2010

    Nel procedimento di mediazione obbligatoria non si desume un principio di automatica validite dell'istanza svolta senza comparizione personale; tuttavia, la questione della procedibilite non puf2 essere scrutinata in cassazione se non risulta che l'eccezione sia stata tempestivamente sollevata o rilevata d'ufficio.

  • art. 5, comma 1-bis, D.Lgs. n. 28/2010

    La mediazione obbligatoria costituisce condizione di procedibilite della domanda nelle materie previste dalla norma.

  • art. 360 n. 3 c.p.c.

    Il vizio va dedotto mostrando un'erronea ricognizione della norma di diritto; non e sufficiente sollecitare una nuova valutazione del merito.

  • art. 360 n. 5 c.p.c.

    Il mancato accoglimento di istanze istruttorie non integra di per se omesso esame di un fatto decisivo; puf2 rilevare solo se si traduce in un reale vizio motivazionale nei limiti consentiti dalla norma.

  • art. 111 Cost.

    La motivazione e ritenuta sufficiente quando la corte di merito indica chiaramente le ragioni del diniego delle prove.

  • art. 1456 c.c.

    La censura dei ricorrenti investiva la legittimite della clausola risolutiva espressa e della risoluzione intimata, ma la Corte non ha esaminato nel merito la doglianza perche9 inammissibile.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002

    Sussistendo i presupposti processuali, e dovuto l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato da parte dei ricorrenti soccombenti.

Massime di principio

  • Nel procedimento di mediazione obbligatoria, la questione della sua ritualite e della conseguente improcedibilite della domanda e scrutinabile solo se l'eccezione sia stata tempestivamente proposta nel giudizio di merito, oppure se il giudice l'abbia rilevata d'ufficio nei termini processuali consentiti.
  • In sede di legittimite, il motivo formalmente rubricato come violazione di legge e inammissibile quando mira in realte a contestare la valutazione del merito compiuta dai giudici di appello, senza indicare una concreta errata ricognizione della norma astratta.
  • Il mancato accoglimento di richieste istruttorie non integra automaticamente il vizio di omesso esame di un fatto decisivo; per essere utilmente censurato deve emergere un effettivo deficit motivazionale e il ricorso deve essere autosufficiente quanto ai contenuti delle prove richieste.
  • La deduzione di un errore sul giudicato interno richiede una censura specifica della statuizione che si assume coperta da giudicato e la trascrizione degli atti e delle parti della sentenza necessarie a verificare se il capo fosse effettivamente impugnato.
  • La parte che invochi in cassazione l'erronea valutazione di documenti o il superamento di determinati importi versati non puf2 limitarsi a richiamare gli atti: deve consentire al giudice di legittimite un controllo immediato sulla decisivite delle allegazioni e sulla portata delle censure.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpese di liteTransazione
RamiProcesso civileContratti
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicatoNullità

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