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Ordinanza

Ordinanza n. 8939/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l’accertamento ex art. 31, co. 1-2, c.p.a. dell’illegittimità del silenzio-inadempimento serbato da Roma Capitale sulla nota-diffida inviata il 3.3.2025 recante “Variante al PRG di Roma Capitale di cui alla Delibera di adozione del Commissario Straordinario n. 48 del 7.6.2016 - Procedimento di verifica di assoggettabilità a VAS ex art. 12 D.Lgs. 152/2006. Diffida alla conclusione del procedimento” assunta ai prot. Dipartimento Ciclo dei Rifiuti, Prevenzione e Risanamento degli Inquinamenti: QI/2025/0047974 e prot. Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica QL/2025/0019047 nonché, comunque ed ove occorrer possa, dell’illegittima mancata conclusione del procedimento di Variante “di rettifica” di cui alla delibera di adozione del Commissario Straordinario n. 48 del 7.6.2016 (DCS 48/2016); e per la conseguente condanna ex art. 31, co. 3, c.p.a. di Roma Capitale ad adottare i chiesti provvedimenti di conclusione del procedimento e/o rettifica, variante e/o correzione della destinazione urbanistica se del caso, in subordine, anche tramite Variante puntuale relativa al solo lotto della ricorrente; con richiesta fin d’ora ex art. 34, co. 1, lett. e), c.p.a. della nomina di un Commissario ad acta, in caso di perdurante inadempienza da parte di Roma Capitale nonché di determinazione di una somma di denaro dovuta dalla P.A. per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione della sentenza.

Giustizia amministrativa202506186

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento e mancata conclusione del procedimento relativo alla rettifica della destinazione urbanistica di un lotto, anche mediante variante urbanistica puntuale

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La società ricorrente ha agito ai sensi dell’art. 31 c.p.a. per ottenere l’accertamento dell’illegittimità del silenzio-inadempimento serbato da Roma Capitale sulla diffida del 3 marzo 2025, avente ad oggetto la conclusione del procedimento di verifica di assoggettabilità a VAS relativo a una variante al PRG e, comunque, la conclusione del procedimento di variante o rettifica della destinazione urbanistica del lotto di proprietà, eventualmente mediante variante puntuale. È stata chiesta anche la condanna dell’amministrazione a provvedere, con eventuale nomina di un commissario ad acta e previsione di una somma dovuta per ogni ritardo nell’esecuzione. Con precedente sentenza della stessa Sezione, Roma Capitale era stata dichiarata inadempiente e condannata a concludere il procedimento entro 180 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, notificata il 23 ottobre 2025. Prima della scadenza, Roma Capitale ha chiesto una proroga motivata dalla complessità del procedimento; la società si è opposta chiedendo la nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Il TAR non ha nominato il commissario ad acta e ha prorogato il termine assegnato a Roma Capitale, stabilendo che il procedimento debba essere concluso improrogabilmente entro 150 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza o, se anteriore, dalla sua notificazione a cura della parte. La proroga è stata ritenuta opportuna in considerazione della complessità dell’attività procedimentale, che richiede il coinvolgimento della Regione Lazio e un intervento dell’Assemblea Capitolina. Il giudizio è stato rinviato all’udienza camerale del 26 gennaio 2027, anche per la regolazione delle spese della fase.

Norme richiamate

  • art. 31, commi 1-3, c.p.a.

    per l’accertamento ex art. 31, co. 1-2, c.p.a. dell’illegittimità del silenzio-inadempimento; per la conseguente condanna ex art. 31, co. 3, c.p.a.

    La norma costituisce il fondamento dell’azione contro il silenzio e della condanna dell’amministrazione a provvedere; nella presente fase il giudice ha prorogato il termine già assegnato per la conclusione del procedimento.

  • art. 34, comma 1, lett. e), c.p.a.

    con richiesta fin d’ora ex art. 34, co. 1, lett. e), c.p.a. della nomina di un Commissario ad acta

    È richiamato quale fondamento della richiesta di nomina del commissario ad acta in caso di persistente inadempienza; la nomina non è stata disposta con l’ordinanza.

  • art. 12 d.lgs. 152/2006

    Procedimento di verifica di assoggettabilità a VAS ex art. 12 D.Lgs. 152/2006

    È indicato quale riferimento normativo del procedimento ambientale connesso alla variante urbanistica; l’ordinanza non ne sviluppa ulteriormente la disciplina.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza o nella fase di esecuzione di una pronuncia che impone all’amministrazione di concludere un procedimento, il giudice può prorogare il termine assegnato quando la complessità dell’attività procedimentale, il coinvolgimento di altre amministrazioni e la necessità dell’intervento di un organo collegiale risultino incompatibili con il termine originario.
  • La richiesta di nomina di un commissario ad acta non comporta automaticamente la sostituzione dell’amministrazione: prima di disporla, il giudice può concedere un termine ulteriore per l’adempimento quando ritenga concretamente possibile la conclusione del procedimento da parte dell’amministrazione obbligata.
  • Il termine prorogato per la conclusione del procedimento può essere fatto decorrere dalla comunicazione dell’ordinanza o, se anteriore, dalla sua notificazione a cura della parte, con fissazione di una scadenza espressamente qualificata come improrogabile.

Come è indicizzato

MateriePiani regolatori e variantiVIA, VAS e verifica di assoggettabilitàTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiUrbanistica e governo del territorioProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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