Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 07529/2026 del 25/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna la sentenza di condanna per il reato di omesso versamento dell'IVA (art. 10-ter d.lgs. n. 74/2000) relativa all'anno d'imposta 2015 per un importo di euro 277.097,00. Ha articolato quattro motivi di cassazione: 1) assoluta mancanza di dolo in capo alla legale rappresentante, per alleviamento delle funzioni gestorie al figlio e per condizioni di salute; 2) nullità e vizio di conversione del sequestro preventivo in confisca per equivalente, in quanto la società (Desole s.r.l.) disponeva di patrimonio immobiliare che avrebbe dovuto essere aggredito prima dei beni personali; 3) maturata prescrizione del reato considerando i termini di sospensione elencati; 4) erronea esclusione della non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis cod. pen.), con riferimento allo scostamento percentuale rispetto alla soglia di punibilità, alle condizioni di salute, alla condotta successiva e al pagamento parziale effettuato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile o manifestamente infondato nei vari punti. In particolare: - Ha confermato la responsabilità della ricorrente come legale rappresentante: l'obbligo dichiarativo e di versamento grava direttamente sul legale rappresentante e l'assunzione della carica comporta l'accettazione del rischio (dolo eventuale) connesso alla mancata vigilanza; la delega al figlio e la posizione di amministratore di fatto non esentano automaticamente dalla responsabilità. - Ha ritenuto legittima la confisca per equivalente nei confronti della persona fisica, poiché era stata adeguatamente dimostrata l'impossibilità di procedere alla confisca diretta nei confronti della società e non è emersa l'esistenza di uno schermo fittizio. - Ha escluso l'applicabilità dell'art. 131-bis cod. pen.: l'entità del tributo evaso, la persistenza dell'inadempimento e la disponibilità di un capiente patrimonio immobiliare della società recessero la tenuità; il modesto pagamento parziale non prevale sulla valutazione negativa della tenuità. - Ha respinto la doglianza sulla prescrizione ritenendola generica: la Corte territoriale aveva dettagliatamente calcolato le sospensioni (380 giorni) e stabilito che la prescrizione maturava successivamente alla pronuncia di secondo grado. Conseguenze processuali: rigetto del ricorso, conferma delle pene accessorie e della confisca per equivalente, condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 10-ter d.lgs. n. 74 del 2000

    Norma che incrimina l'omesso versamento dell'IVA; la Corte ha ritenuto che la responsabilità ricada sul legale rappresentante che sottoscrive le dichiarazioni e che l'accettazione della carica comporta l'assunzione del rischio del mancato versamento, con dolo generico o eventuale

  • artt. 40, 42, 43, 45 cod. pen.

    Richiamati in relazione alla responsabilità e ai limiti della partecipazione e dell'elemento psicologico; la Corte ha precisato che la responsabilità dell'amministratore deriva soprattutto dall'obbligo legale di presentare e sottoscrivere le dichiarazioni fiscali, oltre che dai doveri di vigilanza

  • art. 131-bis cod. pen.

    Istituto della non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha confermato che richiede congiuntamente la particolare tenuità dell'offesa e la non abitualità della condotta e che, per reati tributari soggetti a soglia di punibilità, lo scostamento rilevante rispetto alla soglia può impedire l'applicazione

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri di valutazione della gravità del reato (modalità, entità del danno, intensità del dolo, condotta successiva); la Corte ha ritenuto che tali criteri escludessero la particolare tenuità nel caso concreto

  • art. 13, commi 3-bis e 3-ter, d.lgs. n. 74 del 2000

    Modifiche che indicano indici da valutare ai fini dell'art. 131-bis (tra cui lo scostamento dell'imposta evasa rispetto alla soglia); la Corte ha ritenuto che, pur dando tali indici rilievo, lo scostamento non modesto e il debito in gran parte non estinto ostano all'applicazione della causa di non punibilità

  • art. 157 cod. pen.

    Norma sulla prescrizione; la Corte ha confermato che il computo deve considerare i giorni di sospensione dettagliati e che la deduzione meramente generica della ricorrente non superava il calcolo motivato del giudice d'appello

  • d.P.R. n. 322 del 1988, artt. 1 comma 4 e 8 comma 6

    Stabiliscono l'obbligo che le dichiarazioni fiscali delle persone giuridiche siano sottoscritte dal legale rappresentante e, solo in sua assenza, da chi esercita l'amministrazione; la Corte ha richiamato questo rilievo per affermare l'obbligo diretto del legale rappresentante

  • legge n. 231 del 2001

    Richiamata per spiegare che il reato contestato non rientra tra quelli che consentono l'adozione della confisca per equivalente nei confronti dell'ente; tuttavia ciò non esclude la confisca per equivalente nei confronti della persona fisica quando non sia possibile la confisca diretta sulla società

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che disciplina le conseguenze economiche dell'inammissibilità del ricorso; la Corte ha disposto la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • La qualifica di legale rappresentante comporta un obbligo diretto e immediato di sottoscrivere le dichiarazioni fiscali e può comportare responsabilità penale per omessi versamenti anche se l'effettiva gestione è svolta da altri.
  • La mera delega dell'amministrazione o la titolarità di un amministratore di fatto non esentano automaticamente il legale rappresentante dalla responsabilità per i reati tributari; è necessario provare elementi che giustifichino l'esenzione, non solo l'esistenza di una delega.
  • La crisi di liquidità dell'impresa non esclude automaticamente il dolo per omesso versamento dell'IVA: la difesa deve dimostrare che la crisi non è addebitabile all'imputato e che sono state adottate tutte le iniziative idonee per adempiere al tributo.
  • La confisca per equivalente nei reati tributari può essere applicata alla persona fisica solo dopo che sia stata accertata l'impossibilità di procedere alla confisca diretta nei confronti della società che ha beneficiato dell'illecito.
  • L'applicazione dell'art. 131-bis cod. pen. nei reati tributari soggetti a soglia richiede attenzione agli indici previsti: uno scostamento non trascurabile rispetto alla soglia e la presenza di un debito ancora rilevante o di disponibilità patrimoniali possono escludere la tenuità.
  • Le eccezioni di prescrizione devono essere prospettate con calcoli chiari e confrontarsi puntualmente con le sospensioni e interruzioni del decorso del termine; censure generiche sulla prescrizione sono inammissibili.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.