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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7789/2024 del 22/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugna esclusivamente il capo A) (furto di energia elettrica) deducendo che, per effetto del d.lgs. n.150/2022, il reato è divenuto procedibile a querela di parte e poiché non risulta presentata querela all'epoca né nel termine trimestrale previsto dall'art.85 del d.lgs. n.150/2022, l'azione penale non può essere proseguita per difetto della condizione di procedibilità.

La decisione

La Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha dichiarato la sopravvenuta improcedibilità dell'azione penale quanto al capo A) per mancanza di querela e ha disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata limitatamente a quel capo. È stata eliminata la pena relativa (giorni dieci di reclusione ed euro 20 di multa), risultante dall'applicazione della riduzione di un terzo prevista per il rito abbreviato sulla pena indicata in primo grado (giorni quindici ed euro 30).

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 150 del 2022

    Ha trasformato la procedibilità del reato contestato (furto di energia elettrica) in procedibile a querela di parte e ha previsto un termine trimestrale per la presentazione della querela; in assenza di querela nel termine, l'azione penale diviene improcedibile.

  • art. 2, comma 4, cod. pen.

    Applicato il principio favorevole di efficacia della norma sopravvenuta: se la modifica della procedibilità avvantaggia l'imputato, va rilevata la sopravvenuta improcedibilità dell'azione penale.

  • art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    Non sussistono elementi per pronunciarsi ai sensi di tale disposizione (cioè non vi è querela che consenta il prosieguo), il che giustifica la declaratoria di improcedibilità e l'annullamento senza rinvio per quel capo.

  • art. 5-bis del d.l. n. 162, convertito con modificazioni dalla legge 30 dicembre 2022 n. 199

    Norma richiamata quale modifica operata sull'art.85 del d.lgs. n.150/2022, rilevante ai fini del termine e della nuova procedibilità a querela.

  • Giurisprudenza (Sez. 5, n. 22143 del 17/04/2019, Rv. 275924)

    Richiamata per il principio secondo cui la querela ha natura mista sostanziale e processuale, giustificando l'applicazione dell'art.2, comma 4, cod. pen. in caso di modifica favorevole della procedibilità.

Massime di principio

  • Quando una norma sopravvenuta rende un reato procedibile a querela, va verificato se la querela sia stata presentata all'epoca o, ove previsto, entro il termine (qui trimestrale): in mancanza, l'azione penale diviene improcedibile.
  • La modifica normativa favorevole all'imputato (anche se normativa processuale o mista) può produrre effetti retroattivi in senso estintivo o di improcedibilità, applicando il principio di cui all'art.2 cod. pen.
  • L'annullamento per sopravvenuta improcedibilità può essere disposto senza rinvio e limitato al capo interessato, se gli altri capi restano procedibili d'ufficio o non sono oggetto di impugnazione.
  • In contestazioni con più capi a diversa natura di procedibilità (es. uno procedibile a querela, un altro procedibile d'ufficio perché la cosa è destinata a pubblico servizio), la modifica della procedibilità di un capo non incide automaticamente sugli altri capi.
  • In casi analoghi è essenziale verificare termini e condizioni specifiche previste dalla norma sopravvenuta (es. termine per la presentazione della querela) e l'eventuale intervenuta presentazione di querela nei termini per valutare la prosecuzione dell'azione penale.

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