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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46228/2022 del 06/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del 13/05/2022 del Tribunale di Venezia, sezione per il riesame, che aveva sostituito le misure coercitive disposte dal GIP con la meno grave misura dell'obbligo di dimora in relazione ai reati di associazione (art. 416 c.p.) e di estorsione. La difesa deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per presunto travisamento dei fatti e delle prove e per contraddittorietà rispetto all'esito di una diversa decisione di questa Corte (sentenza n. 9981/2022); con motivi aggiunti la difesa ha richiamato in particolare il diverso esito rispetto al procedimento riguardante altri indagati (Iulian e Zlato Bot).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame, in qualità di giudice di rinvio, avesse compiutamente analizzato e valutato le denunce, le deposizioni testimoniali, i filmati, le dirette Facebook e i messaggi scritti, adeguatamente argomentando il profilo della gravità indiziaria e la persistenza del rischio di recidiva, pur con la scelta di una misura cautelare meno afflittiva (obbligo di dimora) dato il tempo trascorso dagli ultimi episodi. La Corte ha inoltre escluso rilievo al richiamo a decisioni relative a fatti e soggetti diversi e ha ritenuto generica e inammissibile l'impugnazione del P.M. nella vicenda indicata. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e ciascuno a versare alla Cassa delle ammende la somma di euro 3.000.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    associazione per delinquere

    La norma è stata richiamata come titolo di reato contestato agli indagati; il Tribunale del riesame ha ritenuto sussistenti significative emergenze indiziarie atte a sostenere l'accusa di associazione.

  • Ordinanza Corte di Cassazione, Sez. 2, n. 15754 del 10/12/2021 (dep. 2022)

    citata nel provvedimento di rinvio

    Tale ordinanza aveva previamente annullato per difetto di motivazione un precedente provvedimento del riesame; il Tribunale del riesame, in qualità di giudice di rinvio, ha integrato la motivazione e rivalutato il quadro indiziario.

  • Sentenza Corte di Cassazione n. 9981/2022

    La Corte ha osservato che la sentenza n. 9981/2022 riguardava soggetti e fatti diversi e che il ricorso del P.M. in quella vicenda era stato ritenuto generico, per cui il richiamo difensivo non era rilevante per confutare la valutazione del riesame nel caso concreto.

Massime di principio

  • La valutazione della gravità indiziaria è una valutazione di merito propria dei giudici del riesame e, se adeguatamente motivata, non è sindacabile in sede di legittimità dalla Corte di cassazione salvo vizio formale o di diritto evidente.
  • Motivi di ricorso generici o privi di specificità fattuale sono inammissibili in Cassazione: il ricorso deve indicare con chiarezza i vizi di diritto e la contestazione puntuale della motivazione impugnata.
  • Il richiamo a decisioni giudiziarie concernenti fatti o persone diverse ha scarso rilievo se non emergono elementi comparativi diretti; decisioni su vicende distinte non annullano automaticamente una valutazione di merito adeguatamente motivata.
  • La presenza di prove multiple e corroboranti (denunce, testimonianze, filmati, messaggi, dirette social) rafforza il quadro indiziario e può giustificare il mantenimento di misure cautelari, anche se il loro grado può essere temporalmente rideterminato (es. obbligo di dimora) se gli episodi più recenti sono datati.
  • In caso di ricorsi inammissibili la Corte può condannare i ricorrenti alle spese e infliggere ammende o somme a favore della Cassa delle ammende; è quindi importante valutare la fondatezza e la specificità dei motivi prima di proporre impugnazioni in Cassazione.

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