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Sentenza

Sentenza n. 133/2026 - Parma, Sezione 1

per l'annullamento - della comunicazione di improcedibilità della Procedura Abilitativa Semplificata comunicata dal Comune di Scandiano in data 26.8.2025 ed avente ad oggetto il progetto di installazione ed esercizio di un impianto agrivoltaico della potenza di 7.988,00 kWp, da realizzare nel Comune di Scandiano (RE), denominato “Scandiano" e le relative opere di connessione, da realizzare nei Comune di Scandiano (RE) e Albinea (RE); - della comunicazione di improcedibilità della Procedura Abilitativa Semplificata comunicata dal Comune di Scandiano in data 20.10.2025 ed avente ad oggetto la installazione ed esercizio di un impianto agrivoltaico della potenza di 7.988,00 kWp, da realizzare nel Comune di Scandiano (RE), denominato “Scandiano" e le relative opere di connessione, da realizzare nei Comune di Scandiano (RE) e Albinea (RE).

Giustizia amministrativa202500605

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Parma, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: comunicazioni di improcedibilità di due istanze di Procedura Abilitativa Semplificata per un impianto agrivoltaico e relative opere di connessione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato le comunicazioni comunali che avevano dichiarato improcedibili le istanze di PAS per la realizzazione di un impianto agrivoltaico da 7.988 kWp e delle opere connesse. Con il primo motivo ha sostenuto che gli artt. 8 e 10 del d.lgs. 190/2024 non imponessero, quale condizione di procedibilità della PAS, la previa disponibilità delle aree interessate dalle opere connesse, poiché l'art. 8, comma 4, lett. b), richiederebbe la dichiarazione di legittima disponibilità soltanto della superficie su cui realizzare l'impianto e consentirebbe di attivare, per le opere connesse, le procedure espropriative. Ha inoltre dedotto il contrasto dell'interpretazione comunale con le direttive europee sulle energie rinnovabili e con il principio di massima diffusione delle fonti rinnovabili. Con il secondo motivo ha contestato, in fatto e in diritto, la necessità delle concessioni: ha negato la natura demaniale del Rio dell'Oca e del Fosso Cà de Miani; ha sostenuto che lo scarico di sole acque meteoriche richiedesse, al più, un'autorizzazione o prescrizioni ambientali e non una concessione; ha affermato che l'attraversamento del corso d'acqua mediante cavidotto e viabilità non comportasse occupazione della superficie demaniale; ha contestato, infine, la necessità e la motivazione della concessione per l'attraversamento, da parte del cavidotto, di un mappale di proprietà del Comune di Albinea, prospettando anche il ricorso all'asservimento coattivo.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso. Ha accertato che il Rio dell'Oca, indicato anche come Fossa Comuni, e il Fosso Cà de Miani sono inclusi nell'elenco del reticolo delle acque pubbliche minori trasferito in gestione al Consorzio di bonifica e sono qualificati come aree demaniali anche da un successivo comunicato di ARPAE. Ha ritenuto residuali le ipotesi di acque non demaniali e ha affermato che, in assenza di elementi comprovanti una destinazione privata specifica, i due corsi d'acqua appartengono al demanio idrico. L'attraversamento dei corsi d'acqua e il recapito di acque meteoriche costituiscono forme di utilizzazione costante di beni demaniali, entrambe soggette a concessione; la concessione ha natura e funzione diverse dall'autorizzazione allo scarico e dalle eventuali prescrizioni ambientali. Anche l'attraversamento del mappale di proprietà del Comune di Albinea richiede un titolo concessorio, senza che fosse necessaria una motivazione ulteriore sulla natura disponibile o indisponibile del bene. Interpretando gli artt. 8 e 10 del d.lgs. 190/2024 in senso letterale e teleologico, il giudice ha stabilito che l'istanza di concessione deve precedere quella di PAS, anche per consentire la pubblicità della procedura concessoria. La nozione di impianto comprende le opere connesse tecnicamente e strutturalmente necessarie alla sua efficienza; pertanto, la legittima disponibilità richiesta dall'art. 8, comma 4, lett. b), deve essere dimostrata, per le aree demaniali o comunali, mediante il titolo concessorio. Tale interpretazione non contrasta con il diritto dell'Unione, perché non limita la diffusione delle energie rinnovabili, ma assicura il corretto utilizzo dei beni pubblici. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 8 d.lgs. 190/2024

    Il soggetto proponente presenta al comune ... il progetto corredato: (...) b) della dichiarazione di legittima disponibilità, a qualunque titolo e per tutta la durata della vita utile dell'intervento, della superficie su cui realizzare l'impianto e, qualora occorra, della risorsa interessata dagli interventi nonché della correlata documentazione

    La disponibilità richiesta comprende la superficie relativa all'impianto e, quando occorre, la risorsa interessata e le opere connesse; per beni demaniali o comunali essa è dimostrabile mediante il titolo concessorio.

  • art. 10 d.lgs. 190/2024

    Qualora, ai fini della realizzazione degli interventi, sia necessaria la concessione di superfici e, ove occorra, di risorse pubbliche, si applicano le disposizioni di cui al presente articolo

    Quando il progetto utilizza superfici o risorse pubbliche, il proponente deve previamente chiedere la concessione all'ente concedente; l'istanza concessoria precede la PAS.

  • art. 822 c.c.

    Appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico ... i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia

    La qualificazione pubblica dei corsi d'acqua comporta la loro appartenenza al demanio idrico e la necessità di un titolo concessorio per la loro utilizzazione.

  • art. 113 d.lgs. 152/2006

    Le acque meteoriche non disciplinate ai sensi del comma 1 non sono soggette a vincoli o prescrizioni derivanti dalla parte terza del presente decreto

    La disciplina degli scarichi di acque meteoriche non esclude la necessità di una concessione quando il recapito avvenga mediante utilizzazione di beni appartenenti al demanio idrico.

  • art. 124 d.lgs. 152/2006

    Tutti gli scarichi devono essere preventivamente autorizzati

    L'autorizzazione allo scarico è distinta dal titolo concessorio per l'utilizzazione della superficie o della risorsa demaniale.

  • art. 16 direttiva 2018/2001/UE

    La disciplina nazionale sulle concessioni, come interpretata dal TAR, non contrasta con gli obiettivi europei di diffusione delle energie rinnovabili, perché regola soltanto l'utilizzazione dei beni pubblici.

  • art. 1 direttiva 2023/2413/UE

    Non è ravvisabile una violazione della disciplina europea sulle energie rinnovabili per il solo fatto di subordinare l'utilizzo di beni pubblici alla previa concessione.

Massime di principio

  • Ai fini della PAS, la dichiarazione di legittima disponibilità richiesta dall'art. 8, comma 4, lett. b), del d.lgs. 190/2024 comprende anche le superfici e le risorse interessate dalle opere connesse tecnicamente e strutturalmente necessarie all'efficienza complessiva dell'impianto.
  • Quando un progetto di impianto da fonti rinnovabili richiede l'utilizzazione di superfici o risorse demaniali o di beni di proprietà comunale, il titolo concessorio previsto dall'art. 10 del d.lgs. 190/2024 deve essere richiesto e acquisito prima della presentazione della PAS; il termine successivo al rilascio della concessione non consente di presentare validamente la PAS in sua assenza.
  • L'attraversamento di un corso d'acqua demaniale, anche mediante opere interrate o senza alterazione della sua funzione ordinaria, costituisce utilizzazione del bene pubblico e richiede una concessione.
  • Il recapito di acque meteoriche in un corso d'acqua appartenente al demanio idrico costituisce utilizzazione del bene demaniale e richiede una concessione, distinta dall'eventuale autorizzazione allo scarico o dalle prescrizioni ambientali applicabili.
  • In assenza di elementi che dimostrino una specifica destinazione privata, i corsi d'acqua superficiali inseriti nel reticolo delle acque pubbliche e qualificati come aree demaniali devono essere trattati come beni del demanio idrico; la loro utilizzazione per opere energetiche è subordinata a concessione.

Come è indicizzato

MaterieImpianti da fonti rinnovabiliConcessioni demaniali idriche, lacuali e portuali
RamiEnergia, infrastrutture e comunicazioniDemanio e patrimonio pubblico
IstitutiPrincipio di legalità e tipicitàDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPrimato del diritto UE e disapplicazioneDifetto di motivazione

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