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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36082/2024 del 26/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del GIP che aveva rigettato l'istanza di restituzione nel termine per proporre opposizione al decreto penale di condanna n. 352/2022. Il difensore aveva depositato l'opposizione il 19/07/2023 ma, per un errore di digitazione, l'atto era stato inviato a un indirizzo inesistente; il GIP, ritenendo l'errore un inescusabile errore di diritto e non configurando caso fortuito o forza maggiore, aveva respinto la richiesta di restituzione. Il ricorrente ha dedotto inoltre che il GIP non aveva tenuto conto di un precedente atto del 26/07/2023 con cui era stata qualificata come tempestiva l'opposizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto la censura relativa alla mancata considerazione, nell'ordinanza del 03/08/2023, dell'atto del 26/07/2023 presente negli atti. Per mancata valutazione di un fatto decisivo (vizio motivazionale) l'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Oristano, Ufficio GIP, per nuovo giudizio. Il Tribunale dovrà riesaminare l'istanza di restituzione nel termine rispettando le norme di legge e rendendo adeguata motivazione; la Corte non si è pronunciata nel merito sulla qualificazione dell'errore (diritto vs fatto) ma ha disposto il rinnovo del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 175, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma riferita alla restituzione nel termine per impugnare; la questione in discussione era se l'errore del difensore configurasse caso fortuito/errore di fatto scusabile idoneo a giustificare la restituzione o un inescusabile errore di diritto. La Corte non ha risolto la questione di merito ma ha richiamato l'obbligo del giudice di motivare adeguatamente.

  • art. 178, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Norma processuale relativa a termini e decorrenze procedurali e alle conseguenze processuali; è stata richiamata dal ricorrente nell'ambito delle censure sulla preclusione del diritto di difesa derivante dall'errata gestione del termine.

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Norma pertinente ai mezzi di impugnazione/termini; evocata nelle censure del ricorrente in ordine alla tempestività e alle conseguenze processuali della qualificazione dell'atto come opposizione.

  • art. 464, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata dal ricorrente nell'ambito delle censure sulla regolarità del procedimento di opposizione a decreto penale; la sentenza ha considerato le doglianze assorbite dopo il rinvio per difetto motivazionale.

Massime di principio

  • Se il giudice omette di considerare atti o provvedimenti precedentemente formati nel fascicolo, può sussistere un vizio motivazionale che giustifica l'annullamento e il rinvio per nuovo giudizio.
  • L'errore materiale del difensore (es. invio a indirizzo inesistente) può essere valutato come caso fortuito o errore di fatto scusabile, ma la qualificazione dipende dal giudizio di merito; il giudice deve motivare chiaramente perché ritiene l'errore inescusabile o invece scusabile.
  • Per chiedere la restituzione nel termine è necessario fornire prova e argomentazione concreta del fatto che ha impedito l'adempimento nei termini (es. prova dell'invio, dimostrazione dell'indirizzo errato, tempestive iniziative correttive).
  • Quando si contesta un provvedimento per vizi procedurali (omissione, mancata valutazione di atti), la Cassazione può limitarsi a censurare il vizio di motivazione e rinviare la decisione al giudice di merito piuttosto che decidere nel merito la questione sostanziale.
  • In situazioni analoghe è utile conservare e documentare ogni atto depositato (ricevute, dattiloscritti, attestazioni di invio) e segnalare tempestivamente al giudice eventuali errori materiali per limitare il rischio di preclusione del diritto di difesa.

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