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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24751/2022 del 27/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che lo riconosceva responsabile della rapina aggravata (con estinzione per prescrizione del reato di sequestro di persona), deducendo nullità per violazione di legge e vizi di motivazione per omesso esame della memoria difensiva. Il ricorrente sosteneva che dagli interrogatori intercettati e dai colloqui successivi emergesse il coinvolgimento dell'autista dell'articolato quale autore o mandante della simulazione della rapina, mentre la Corte di appello aveva basato la condanna su elementi oggettivi quali conversazioni intercettate, agganci di cella che collocavano l'imputato vicino all'area di servizio, rinvenimento dell'autotreno e di una Smart collegata a un coimputato, ritrovamento di beni corrispondenti alle merci sottratte e dichiarazioni dell'imputato stesso ammettendo un coinvolgimento nella simulazione.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha ritenuto le censure meramente alternative e reiterative rispetto a tesi già vagliate e motivatamente respinte dalla Corte di appello. Ha escluso che il semplice mancato riferimento espresso alla memoria difensiva determini nullità, salvo che sia dimostrato che argomenti decisivi non siano stati valutati; ha confermato la correttezza della valutazione di merito circa l'attendibilità delle intercettazioni, delle evidenze oggettive e l'inattendibilità della versione successiva del Mattiello e del video prodotto. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e l'Ofantino condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 121 cod. proc. pen.

    L'omessa valutazione formale di una memoria difensiva non comporta automaticamente nullità della sentenza; la sanzione non è prevista dall'art. 121. L'omesso esame integra vizio di motivazione solo se risulta che argomenti difensivi rilevanti e decisivi non siano stati considerati.

  • Giurisprudenza: Sez. 2, n. 14975 del 16/03/2018, Tropea e altri, Rv. 272542

    Principio richiamato secondo cui l'omesso esame della memoria può costituire vizio di motivazione solo se si dimostra che argomentazioni decisive non sono state valutate dal giudice di merito.

Massime di principio

  • Il deposito di una memoria difensiva non produce automaticamente nullità della sentenza; per ottenere annullamento è necessario dimostrare che la memoria conteneva argomenti decisivi che il giudice non ha valutato
  • La Corte di legittimità esamina se la motivazione del giudice di merito è puntuale, logica e congrua: censure che ripropongono una lettura alternativa dei fatti, già valutata e motivatamente respinta, sono inammissibili
  • Le prove indiziarie e oggettive (intercettazioni, agganci di cella, rinvenimento di beni, collegamenti tra mezzi e coimputati) possono sorreggere una condanna anche in assenza di piena confessione, se la valutazione della credibilità degli elementi contrapposti è coerente
  • Versioni emerse tardivamente e prove apparentemente costruite in seguito al fatto (es. video o testimonianze rese solo in dibattimento) sono suscettibili di essere ritenute inattendibili se incongruenti con le risultanze investigative
  • Per la difesa, è strategico indicare con precisione quali passaggi della memoria siano stati ignorati e dimostrare che essi avrebbero potuto condurre a esito diverso; argomentazioni generiche o ricostruzioni alternative prive di confronto puntuale con la motivazione di merito difficilmente ottengono accoglimento

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